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Attacco frontale al governo e a Giani

Attacco frontale al governo e a Giani

Confcommercio: «La mancata zona gialla è una mazzata» Confesercenti: «Convocare subito un tavolo di emergenza»

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Confcommercio e Confesercenti sferrano un attacco frontale al governo per la mancata classificazione della Toscana in zona gialla. «Una autentica mazzata - afferma il presidente di Confcommercio Lucca Rodolfo Pasquini -. Fino all’ultimo momento abbiamo sperato non si tramutasse in realtà. Questa scellerata decisione causerà nuovi e devastanti effetti sulle nostre imprese, in primo luogo sul settore dei pubblici esercizi che in “zona arancione” possono effettuare solo servizio a domicilio e vendita da asporto, mentre in “zona gialla” avrebbero potuto riaprire almeno a pranzo. Le e ripercussioni ci saranno anche per gli altri settori commerciali, perché la prosecuzione della “zona arancione” porterà con sé anche un effetto psicologico nefasto sulle persone, portandole a limitare i loro spostamenti per timore di incorrere in sanzioni». Pasquini ci va giù duro: «Da parte nostra c’è grande rabbia verso un governo che si dimostra sempre più inadeguato, ma anche verso un governatore come Eugenio Giani che nelle ultime due settimane ha prima affermato che il passaggio da “zona rossa” a “zona arancione” potesse essere anticipato di un giorno, salvo poi essere smentito dai fatti. E in questa settimana ha illuso tutti dando quasi per certo il ritorno in “zona gialla”. Sta perdendo credibilità. Giani deve rimediare, con azioni forti e immediate. Si faccia valere per una volta. In ballo c’è la sopravvivenza di migliaia di posti di lavoro».

E così Alessio Lucarotti, presidente di Confesercenti sostiene che «mantenere in zona arancione la Toscana per i pubblici esercizi è uno schiaffo intollerabile. In questa immotivata scelta c’è una punizione senza motivi. Il decreto Ristori quyater prevede quattordici giorni per il passaggio da una zona all’altra, ma la regola può essere disattesa se la cabina di regia ritiene congruo un perido inferiore e in Toscana i dati evidenziano una forte decrescita del numero di contagi. Non avere il coraggio delle scelte pur avendone la possibilità, è un segnale di limitata capacità di governo».

L’appello di Lucarotti è alla Regione affinché convochi «un tavolo di emergenza per capire cosa fare subito per queste imprese e per permettere loro di lavorare anche contro le volontà incomprensibili di numeri, codici, rapporti, algoritmi. Una frattura difficile da sanare».

Conclude il presidente di Confesercenti Toscana Nord: «Ai ristoratori, baristi, pizzaioli della Toscana diciamo che non molleremo di un centimetro per ottenere quanto spetta a chi ha sempre lavorato in totale sicurezza. Subendo restrizioni per l’incapacità di questo governo di far rispettare due regole sensate accanendosi su una categoria ad oggi in maniera del tutto infondata. Dietro ogni bancone di bar, dentro le cucine, ci sono famiglie, vite, sogni e passioni». —

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