Il Tirreno

Lucca

bianchi (baristi) 

«Asporto e delivery non portano oltre il 10% del fatturato medio»

b.a.

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«La zona arancione la subiamo, ce ne portiamo addosso le conseguenze e tutti i danni causati. Alcune attività non hanno nemmeno più riaperto dopo la zona rossa».

Sandra Bianchi, presidente provinciale dei baristi di Confcommercio non lo nasconde: la situazione attuale della sua categoria è molto grave. «Lavorando con asporto e recapito a domicilio -aggiunge - non si va oltre il dieci per cento del fatturato medio di questo periodo. Rimane un modo di lavorare molto limitato, legato solo alle persone del territorio comunale. Se da Lucca volessi gustare un piatto garfagnino, adesso non puoi ordinarlo, perché non ci si può spostare».

La difficoltà, continua la presidente dei baristi, sta anche nella necessità «di fare fronte ai costi fissi, come affitti, tasse e bollette. Credo proprio che fino a quando non ci sarà un vaccino non potremo tornare alla normalità».

L’auspicio è intanto che prima possibile si possa passare alla zona gialla.

«Il 21 dicembre sarebbe troppo tardi - conclude Sandra Bianchi -, oramai le persone avranno già deciso cosa fare a Natale. Questi mesi sono persi, dobbiamo sperare nel futuro, stringere i denti e andare avanti, per ripartire poi davvero con i mezzi adeguati». —



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