Gioco
Dopo 40 anni Claudio abbassa la saracinesca del negozio di alimentari
È arrivato il momento del meritato riposo per il titolare dell'attività di via Cavour a Gallicano, e si cerca chi potrà raccoglierne il testimone
GALLICANO. «Vendere la qualità ripaga sempre»: non è solo uno slogan, in quella frase si può racchiudere la filosofia che da oltre trent’anni segue con successo l’Alimentari market di Claudio & Rachele. Ma la bottega nel cuore di tanti clienti e in quello di Gallicano ,al civico 34 di via Cavour, abbasserà la serranda. Il titolare, Claudio Bravi, gallicanese doc, classe 1957, vuole godersi il meritato riposo e ha intenzione di chiudere «a fine anno o agli inizi del 2021».
«A mio figlio – spiega – non interessa perché fa un altro lavoro». C’è, però, uno spiraglio di speranza per la storica attività. Lo dimostra il cartello “cedesi attività”, già da tempo all’ingresso. Insomma, non è un addio, bensì un arrivederci. Fra chi se lo augura anche il sindaco David Saisi, che aveva anche lanciato tempo fa con una diretta sui social l’appello a trovare un erede per l’alimentari di vecchia memoria, uno di quelli ad accogliere il cliente con familiarità e il profumo di prodotti freschi appena arrivati, prezzati a mano ed esposti con cura sugli scaffali o in vetrina, fra offerte della settimana e le bontà stagionali. Ecco descritti i settanta metri quadri del negozio di Bravi, aperto nel 1981, a fine luglio. Il 34 di via Cavour è sempre stato un alimentari e il suo titolare era ormai giunto a fine carriera. Bravi, rilevò l’attività dai «Donati che qua, circa trentanni prima, avevano aperto dopo aver iniziato la loro avventura commerciale in piazza Vittorio Emanuele».
E così, dopo le parentesi professionali dal 1972 in uno zoccolificio e dal 1977 in un sacchettificio, arrivò l’avventura commerciale e così, per tutti, Bravi divenne “il Claudio dell’alimentari”. Fu una sfida: visto che «allora a Gallicano c’erano quindici o sedici negozi come il mio». Man mano, sparirono; il suo no.
«Lavorando sempre sodo e tante ore, spesso dalle 6 della mattina fino a tardi» la sua bottega non solo è sopravvissuta alle altre, ma anche alla sfida difficilissima con la grande distribuzione.
Ecco perché per Claudio Bravi, talvolta affiancato dalla moglie Rachele, la carta vincente per totalizzare trentanove anni d’attività (quasi quaranta esatti, dopo gennaio) è stata una: «vendere la qualità ripaga sempre».
Un concetto che non significa solo esporre il meglio dei «prodotti garfagnini e nazionali sempre presi dai loro produttori per poi esporli, soprattutto nel bancone della gastronomia, mio vanto»; ma, inanzitutto, avere cura per i clienti considerati un pezzo di famiglia. Qualche esempio? Le consegne a domicilio. Sempre fatte: «Sia fuori che dentro il comune, gratis, anche sotto le intemperie. C’era chi chiamava, ed era anche un modo per aiutare i clienti più anziani, o quelli pure quelli usciti dal negozio con buste troppo pesanti. Era il mio modo per ringraziare chi m’ha sempre ripagato con gratitudine, non solo dandomi lavoro».
Ricordi ed emozioni affiorano piano piano, avvicinandosi sempre di più all’attesa chiamata anche se «alcune ce ne sono state». Bravi sta attendendo l’ultima da chi, spera, vuole «curare, migliorare e modernizzare» quella che non sarà più “la mia bottega”. Dopodiché, potrà dedicarsi al suo hobby: passeggiare nei boschi alle pendici della Pania. —
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