Gioco
Carla Guidi: «Palazzo delle professioni all’ex Manifattura»
L’avvocata sceglie la fabbrica anche per il significato che riveste per l’emancipazione della donna
lucca
Il “Palazzo delle professioni”? Facciamolo alla Manifattura Tabacchi. È la proposta dell’avvocata Carla Guidi, che la espone pubblicamente.
«Da anni - ricorda - mi porto dentro un sogno. Il “Palazzo delle professioni” come il luogo del confronto e della crescita del lavoro libero professionale al servizio del cittadino e della collettività.
«Dove ubicarlo se non nella Manifattura Tabacchi? Quel luogo da anni in degradante abbandono che ha segnato nei secoli la realtà lucchese con un significativo imprinting di crescita femminile».
Perché, spiega l’avvocata Guidi, non è soltanto una questione di progetti, di vcubature, di costi. La Manifattura è legata a qualcosa di più profondo - e di più importante.
«La donna che, staccandosi dal solo lavoro domestico, porta a casa uno stipendio che la affranca dalla soggezione maschile - spiega Guidi -. I “libretti” delle sigaraie hanno costituito un importante ruolo nel sistema economico locale: e così nella Manifattura si è per così dire consacrata una trasformazione sociale della quale ancora oggi vi sono le tracce. Una casa comune è quanto di più significativo possa esserci per potenziare il confronto, lo scambio di idee, la progettualità, l’interpretazione dei bisogni di una comunità in continua trasformazione e per la quale la condivisione di spazi comune può essere determinante».
Per l’avvocata Guida, «l’obbligo di formazione continua che oggi grava sugli Ordini Professionali, potrebbe trovare agevole realizzazione in spazi condivisi di dimensioni variabili a seconda dell’occorrenza, ma che diano il segno dell’esistenza di un luogo che alimenta il crescere delle idee utili a dare risposte adeguate e complete alle sempre più complesse istanze dei cittadini». —
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