Gioco
Trattative interrotte e lavoratori in sciopero nei 4 stabilimenti Sofidel
L’azienda parla di offerta economica senza precedenti I sindacati parlano di richieste legttime ma rimaste inascoltate
porcari
Un rifiuto inspiegabile per l’azienda, richieste inascoltate per i sindacati, nel mezzo uno sciopero di 24 ore che, ieri, ha bloccato l’attività del gruppo Sofidel: è quanto sta succedendo attorno alla trattativa per il rinnovo del contratto di secondo livello.
«Martedì l’azienda Soffass, nota per i prodotti in carta per uso igienico e domestico a marchio “Regina” – si legge nella nota del gruppo Sofidel – nell’ambito delle trattative per il rinnovo dei contratti relativi alle 4 cartiere della provincia, ha presentato un’offerta economica senza precedenti, che prevede un aumento medio pro capite, nei 4 anni di durata del contratto, pari a 857 euro netti all’anno in più, corrispondente a circa il 40 % in più dell’attuale livello della premialità aziendale. Tale offerta è stata ritenuta insufficiente dalle rappresentanze sindacali che hanno deciso di proclamare un primo sciopero di 24 ore. A fronte di un’offerta che non ha eguali nel panorama locale e, probabilmente, nazionale, la scelta fatta dalle rappresentanze sindacali lascia sconcertati, tanto più in un contesto di difficoltà economica e sociale come quello che il Paese sta attraversando. L’auspicio è che la posizione delle rappresentanze sindacali possa essere rivista, considerando meglio sia la proposta economica complessiva dell’azienda, sia il contesto di riferimento».
Di ben altro il tenore la posizione sindacale: «Interrotta la trattativa per il rinnovo del contratto di secondo livello per le 4 cartiere del gruppo Sofidel e aperto lo stato di agitazione sindacale con un primo sciopero effettuato per l’intera giornata, nelle 4 cartiere del gruppo, che sta registrando tassi di adesione altissimi – si legge sulla nota delle Rsu, di Cgil Slc, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl – segno che lo “sconcerto” dilaga di più e abbondantemente tra le maestranze del gruppo, che avevano consegnato un mandato chiaro alle Rsu e alle organizzazioni sindacali, riguardo le richieste da portare avanti e su quali comportamenti adottare, in caso di rifiuto ad accettarle, da parte dell’azienda. Abbiamo potuto apprendere che l’azienda non ha perso tempo a definirsi “sconvolta” per la scelta fatta dalle rappresentanze sindacali, asserendo che questo tipo di cifre non sono presenti sul territorio e nemmeno nel resto d’Italia, che l’aumento economico è senza precedenti. Rifletta oggi, alla luce degli scioperi. Ricordiamo all’azienda che a 2 delle 4 cartiere del gruppo, nonostante una negoziazione comune ormai decennale, ha mantenuto un montante del premio di risultato più basso. Per anni abbiamo chiesto inascoltati che questo gap fosse colmato. Sul versante dell’inquadramento professionale, per anni hanno disconosciuto professionalità che loro stessi hanno creato nelle aziende e vorrebbero continuare a farlo, nonostante il contratto nazionale abbia aperto alla possibilità che esse vengano riconosciute. Quanto hanno risparmiato? E quanto hanno continuato a farlo, sulle richieste di aumenti economici, come è avvenuto per il lavoro festivo, dove sono venuti con la calcolatrice in mano a proporre 2 euro di aumento, con la giustificazione che si stava attraversando una situazione di difficoltà, salvo, poi, uscire con comunicati stampa dove si complimentavano per le buone performance ottenute nel 2019 e quelle ancora migliori che si stanno registrando nel 2020? Martedì mattina, addirittura, hanno chiuso la riunione, dichiarando quasi una situazione di recessione, rispetto al comparto nel quale operiamo. Proprio quest’anno e dopo le dichiarazioni rilasciate e che abbiamo riportato sopra. Le richieste economiche sono del tutto legittime». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
