La protesta
Sfruttavano i connazionali e li “offrivano” al nero a un’azienda lucchese
Denunciati quattro pakistani del Pisano che usavano ospiti di un centro immigrati per i loro affari: li assoldavano ma senza alcuna tutela
pisa
Immigrati che sfruttano immigrati. Anzi, i propri connazionali. Non avevano remore a trattare come pacchi senza diritti chi era nato nello stesso Paese ed era venuto in Italia per alzare una soglia di dignità sociale.
Li hanno scoperti i carabinieri della Compagnia, guidati dal maggiore Salvatore Leone, con i colleghi della stazione di Pontasserchio, nel corso di un’indagine partita durante i disordini scoppiati nel centro di prima accoglienza di Arena Metato.
Sono quattro pakistani, tre residenti a San Giuliano Terme e uno a Udine, ma di fatto domiciliato in zona, denunciati per sfruttamento del lavoro nei confronti di quattro connazionali, richiedenti asilo che vivevano nel centro San Jacopo gestito dalla Croce Rossa.
La ditta messa su dagli immigrati, con sede a San Giuliano, è stata chiusa per le palesi violazioni collezionate nel corso dell’attività che aveva portato i quattro a offrire il personale al nero a un’azienda della periferia lucchese specializzata nella realizzazione di cassette per la frutta.
Nei giorni scorsi l’impresa ha ricevuto la visita dei carabinieri e dell’ispettorato del lavoro che ha trovato i richiedenti asilo impegnati nella fabbrica in condizioni ritenute irregolari. Carenze nella sicurezza, lacune evidenti sulla formazione personale circa i rischi negli ambienti di lavoro. L’esito del controllo si è tradotto in un verbale di 9600 euro. La ditta non è stata chiusa con gli investigatori che hanno rilevato irregolarità gravi, ma non al punto da far sospendere l’attività.
È stato indagando al tempo delle proteste per le limitazioni di spostamento legate al Covid che i carabinieri hanno avuto sentore di una situazione poco chiara per alcuni pakistani ospiti della struttura. Hanno così ricostruito le loro uscite dal centro risalendo ai datori di lavoro, altri connazionali che li mandavano a lavorare per una ditta di Lucca. I controlli sulla posizione lavorativa e le relative tutele occupazionali si sono rivelati decisivi per scoprire la condizione di sfruttamento subìta dai quattro immigrati. Non solo per i pagamenti in nero, ma per le condizioni in cui venivano fatti lavorare. —
Pietro Barghigiani
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