Finanza
Sequestro preventivo per l’autolavaggio
I carabinieri forestali con l’Arpat hanno accertato che il car wash di via Cantore scaricava i liquami nelle fognature civili
LUCCA
Chiuso da una settimana per un provvedimento del giudice delle indagini preliminari. É sotto sequestro preventivo l’autolavaggio di via Cantore a 200 metri dalle Mura entrato in funzione nel 2019 e che tanti problemi aveva suscitato tra i residenti della zona situati nelle vicinanze del car wash gestito da nordafricani. In seguito agli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali in collaborazione con l’Arpat è emerso che la stazione di lavaggio auto - realizzata in un garage con sopra il terrazzo di una casa - era sprovvista di un autonomo sistema di scarico dei liquami e di fatto lo sversamento attraverso un tubo finiva nelle fognature civili. In questo modo i titolari contravvenivano alle norme che prevedono che le acque reflue provenienti dal lavaggio degli autoveicoli sono considerate come acque reflue industriali e devono essere raccolte e convogliate in appositi impianti di trattamento/depurazione e gli scarichi successivamente controllati. Da lì la denuncia presentata alla procura e la decisione del gip di procedere a un sequestro preventivo del car wash.
IL CASO
Sette cittadini che risiedono in via Cantore meno di un anno fa inviarono un esposto-denuncia al Comune di Lucca (sportello attività produttive e imprese ed edilizia privata) e per conoscenza alla polizia municipale e al dipartimento dell’Arpat. Chiedevano approfonditi controlli legati all’occupazione del suolo pubblico, allo sversamento delle acque di scolo sul suolo pubblico e ad altre presunte illegittimità. Le famiglie che vivono accanto al car wash avevano difficoltà a riposare a causa dell’elevata rumorosità che si verificava durante tutto l’arco della giornata visto che l’orario di apertura indicato era 8-20 dal lunedì al sabato e 8-13 la domenica e che spesso l’attività di protraeva sino alle 21. E una famiglia, che vive proprio al piano superiore all’autolavaggio, si era trovata l’umidità sui muri della casa con grave danno alla salute oltre che economico. E già il 4 ottobre 2019 erano intervenuti i tecnici Arpat per rilevare la rumorosità in loco. Ora il provvedimento di sequestro. —
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