Il Tirreno

Lucca

a Lammari  

Gli puntano la pistola contro la faccia, lui li mette in fuga mostrando un coltello

Luigi Spinosi
Gli puntano la pistola contro la faccia, lui li mette in fuga mostrando un coltello

In due tentano di rapinare la macelleria di Giampaolo Masini all’ora di chiusura, ma la reazione dei proprietario li spaventa  

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capannori

La reazione è stata istintiva. E vincente. Davanti alla pistola spianata e puntata contro il suo viso ha fatto il gesto di prendere un coltello, e tanto è bastato a mettere in fuga i due rapinatori. Una reazione istintiva, di quelle che prendi a caldo, quando non hai nemmeno il tempo di pensare e di farti prendere dalla paura, che magari arriva dopo, quando ripensi a tutto quello che è successo. Ed è stata la reazione di Giampaolo Masini, il titolare della macelleria Da Giampaolo di via Lombarda, a Lammari. E stato lui a trovarsi, all’ora della chiusura, quella pistola puntata contro.

«Era appena andato via un mio amico che era passato a salutarmi – racconta – ed ero andato a chiudere la porta sul retro, quando sono ritornato ho trovato questi due tipi in negozio».

I due, uno un po’ più alto con un giubbotto azzurro, l’altro vestito di nero, entrambi abbastanza robusti, tra mascherine e abbigliamento pesante, avevano il volto coperto. Una cosa strana ma non troppo, dato il freddo da un lato e gli obblighi in fatto di salute.

«In un primo momento ho pensato a due clienti ritardatari – riprende il macellaio – e ho chiesto cosa volessero, a quel punto hanno farfugliato qualcosa di incomprensibile e uno dei due ha tirato fuori una pistola, ha fatto scorrere il carrello, e mi ha detto “sdraiati a terra”, a quel punto ho cominciato a urlare, mi sono diretto verso il banco e ho fatto il gesto di prendere un coltello, e in quel momento i due sono fuggiti».

È successo tutto il pochi attimi, nemmeno il tempo di rendersi bene conto di quanto stava succedendo. Forse, anzi probabilmente, quella pistola era un’arma finta, ma non son dettagli a cui pensi quando te la ritrovi in faccia. E comunque la minaccia del coltello, e coltelli anche “impressionanti” non mancano certo in una macelleria, è stato sufficiente a sventare quest’attacco.

Tutto in pochi attimi scrivevamo, pochi anche per riuscire a inquadrare bene i rapinatori («Uno, quello dietro, è sempre stato zitto, quello con la pistola, da come parlava, sembrava italiano, ma è stato tutto troppo veloce per avere delle certezze»).

Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri, chiamati dal titolare, alla ricerca di indizi utili per risalire ai due rapinatori che, secondo un modus operandi comune tra questi banditi, hanno atteso l’ora di chiusura, quella dell’incasso finale e con il favore delle tenebre, per colpire. Per questo c’è una certa preoccupazione, ossia che a questo caso, fortunatamente finito con un grande spavento, e arrivato solo a “bocce ferme”, ne possano seguire ancora ai danni di altri commercianti. L’importante è tenere gli occhi aperti e segnalare ogni cosa strana, come quella accaduta allo stesso Masini il giorno prima, e che potrebbe avere una relazione con quanto accaduto ieri: «L’ho raccontato anche ai carabinieri – spiega – quando sono uscito dalla macelleria alla chiusura avevo notato tre persone davanti che stavano guardando verso il mio negozio. Magari non c’entra nulla con quanto mi è successo il giorno dopo, ma era la prima volta, da cinque anni che ho la mia attività, che ho notato una stranezza del genere». —



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