Toscana
I dentisti scrivono alla Regione: «Fate fare i tamponi anche a noi»
La proposta accolta favorevolmente da Andi Lucca: « Potemmo usare cinema, teatri e palestre»
LUCCA
Tamponi rapidi anche dai dentisti: la Toscana ci pensa. Nei giorni scorsi l’ordine dei medici di Firenze e il presidente degli odontoiatri Alexander Peirano hanno inviato una lettera alla Regione chiedendo che i dentisti in libera professione possano partecipare allo screening sulla popolazione eseguendo i tamponi rapidi antigenici. Per farlo con profitto è necessario l’accesso alla banca dati regionale dove vanno segnati i casi positivi. La Regione, che ha già aperto all’utilizzo di tamponi per medici e pediatri (che però hanno quantità di kit risibile) ma non ancora ai farmacisti, si è detta disponibile a rifornire i dentisti di test antigenici e ha chiesto all’ordine di fornire una stima dei quantitativi richiesti.
A Lucca la proposta raccoglie il plauso del dottor Alessandro Biagioni, presidente di Andi Lucca nonché segretario dell’ordine dei medici: «Non ne abbiamo discusso a livello assembleare ma parlando con alcuni colleghi è emersa una disponibilità di massima nel mettere la nostra professionalità al servizio del sistema sanitario per effettuare i tamponi quindi la proposta partita dai colleghi fiorentini ci trova favorevoli. Dove effettuari i test? Non so se gli studi dentistici siano luoghi adeguati, ma mi sembra che gli spazi in questo frangente non manchino. Ci sono cinema, teatri e palestre vuoti: impiegarli per organizzare queste attività di screening sarebbe un buon modo per recuperarli in questa fase. Comunque sono tutte cose che devono ancora essere discusse nel caso la proposta avanzata dall’ordine degli odontoiatri venga accolta dalla Regione».
Quella dei dentisti è, per forza di cose una categoria particolarmente esposta al rischio di contagio, ma che ciononostante continua a lavorare. «A differenza della prima fase – racconta il dottor Biagioni – in cui abbiamo preferito rallentare facendo solo le urgenze, adesso stiamo cercando di portare avanti tutta l’attività sebbene molte persone preferiscano rimandare gli interventi che possono essere svolti più avanti. La cassa integrazione? Abbiamo fatto ricorso a questo ammortizzatore soprattutto nella primavera scorsa quando l’attività era molto ridotta. Adesso ne abbiamo usufruito molto meno». Si va avanti dunque: Covid o non Covid chi ha un mal di denti o una carie da farsi curare per forza di cose continua a venire. «Ci sono report – conclude Biagioni – che mostrano come il tasso di contagio negli studi dentistici sia bassissimo. La nostra categoria è stata tra le prime a fare incontri a livello ministeriale e a dotarsi di protocolli abbastanza severi. Ogni volta che entriamo in studio dobbiamo bardarci con mascherine Fp3, schermi protettivi e camici monouso. Questi dispositivi di protezione funzionano e i dati a cui facevo riferimento lo dimostrano. Pertanto, chi vuol venire dal dentista può farlo senza preoccupazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
