Sicurezza
«No pasaran, il nostro addio Tu, come Dolores Ibarruri»
Il sindaco Tambellini e la segretaria dell’Anpi Rosalba Ciucci tracciano un ritratto accorato dell’amica scomparsa
lucca
Tra i tanti ricordi accorati per Nara Marchetti, quello del sindaco Alessandro Tambellini. «Nara con i suoi racconti. Nara con la sua ironia. Nara con quella incredibile passione per le cose giuste, per la libertà, per la vita tutta intera, che le era stata in parte rubata negli anni della sua adolescenza, dal Fascismo prima, dalla guerra dopo. È morta Nara e non mi sembra vero. Non mi sembra possibile, perché Nara c’è sempre stata. Con la sua testimonianza, integra, altissima, concreta, emozionante, libera. Lei bambina che sognava di diventare un giorno come Dolores Ibarruri, lei adolescente che entra in contatto con la rete dei partigiani locali, che porta informazioni, crea una formazione partigiana nelle colline del capannorese, fa da collegamento tra la Piana e Lucca, prende parte al Cln lucchese e contribuisce così alla Liberazione della città. A piedi e in bicicletta, ogni giorno, senza conoscere sosta, senza conoscere paura, guidata da un bisogno di libertà e di uguaglianza, che ha poi attraversato tutta la vita di Nara. E ancora Nara, giovane donna, impegnata nel Pci e nell’Unione delle donne italiane, protagonista di una battaglia feroce per riconoscere il diritto di voto alle donne. La parità di diritti è ciò che l’ha impegnata anche dopo, finita la guerra, finita la Resistenza, nell’Italia del Dopoguerra, nell’Italia della Costituzione e della Repubblica».
Rosalba Ciucci, segretaria dell’Anpi provinciale, nel tratteggiare la figura dell’amica scomparsa parte da una frase simbolica. «No pasaran. Se questa è la frase che sentivi pronunciare bambina da una donna, militante, antifascista della grandezza di Dolores Ibarruri, decidendo da bambina che a lei avresti voluto assomigliare, con le stesse due parole oggi accompagnamo il tuo ultimo viaggio: “No pasaran!”. In questo lungo sonno, la Lucca Antifascista e democratica, che in te ha da sempre riconosciuto e la portabandiera degli ideali di fratellanza, solidarietà e di impegno politico, vorrebbe cullarti con una ninna nanna. “Io al fascismo non perdono una cosa, di avermi rubato la mia adolescenza» dicevi sempre, e alla tua lotta contro il fascismo e i fascismi che via via si ripresentavano, hai dedicato tutta te stessa in ogni fase della tua vita. Nella vita del Partito Comunista, vicina alle Donne nell’Udi, poi Presidente Anpi, instancabile e sempre presente nella vita della nostra città, come la lettura dell’ “articolo 1”in quel 2 giugno del 2018, quando la tua voce cristallina ci regalò l’emozione di risentirti. Quel “No pasaran” è oggi più forte e consapevole di fronte al tentativo imperante di annacquare o dimenticare i valori fondanti della democrazia, di cui voi, tu Nara, sei stata una colonna». —
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