Italia
Ispettore a processo, cambia imputazione
Slitta l’inizio del dibattimento: il legale di Gianluca Pantaleoni ottiene il rinvio per studiare le modifiche introdotte dal pm
lucca
Slitta ancora l’inizio del processo all’ispettore della polizia stradale Gianluca Pantaleoni, 50 anni, ex segretario nazionale della Uil polizia, rinviato a giudizio con le accuse di corruzione, truffa, traffico di influenze illecite, riciclaggio, circonvenzione di incapace. Ieri pomeriggio, in seguito alla modifica ad uno dei capi di accusa, l’avvocato dell’imputato (Giovanni Cantelli del foro di Napoli) ha chiesto ed ottenuto i termini a difesa. Il tribunale di Pistoia ha rinviato l’udienza al 22 dicembre.
In quella data saranno quindi affrontate le questioni preliminari, tra cui la richiesta da parte del difensore di spostare a Lucca il processo per competenza territoriale. Il legale potrebbe anche avanzare una richiesta di rito abbreviato.
Pantaleoni, residente a Lucca, aggregato alla sezione della Polizia stradale di Montecatini (ma in forza al comando lucchese, dopo aver diretto la sezione di Viareggio), era finito nel mirino degli investigatori della polizia dopo una segnalazione sugli anomali giri di denaro sui suoi conti correnti: circa 900.000 in tre anni. Tutti i reati contestati sarebbero secondo la procura riconducibili alla continua necessità di denaro dovuta al vizio del gioco d’azzardo: truffa ai danni dello Stato (per essersi assentato dal servizio fingendosi malato), riciclaggio, autoriciclaggio, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, abbandono del posto di servizio, corruzione e ricettazione.
Alcuni dei quali commessi in concorso con altri 4 imputati: Domenico Lombardi, 51 anni, di Massa e Cozzile; Tiziano Pandolfo, 39, di Barga; Luigi Amico, 58 anni, residente a Pistoia ma domiciliato ad Altopascio; e Cristian Balestra, 34, di Altopascio. Amico e Balestra sono accusati di corruzione in concorso. Pantaleoni avrebbe svelato al Balestra informazioni sulle auto civetta della questura di Pistoia, e gli avrebbe dato suggerimenti su come aggirare determinate sanzioni. Ricevendo in cambio prestiti in contanti con assegni dati come garanzia. Stesse informazioni sulle auto civetta Pantaleoni le avrebbe date ad Amico, oltre a dare la propria disponibilità ad informarsi su delle indagini in corso su un’amica dell’uomo.
Le accuse di circonvenzione di incapace e di truffa vedono come vittime una donna ipovedente residente in provincia di Pisa, patologicamente innamorata di lui (e a cui lui ha fatto credere di essere il suo fidanzato per tre anni), e l’anziano padre. Secondo gli inquirenti, dal novembre 2016 al luglio 2019, Pantaleoni aveva ricevuto da padre e figlia bonifici per 179.650 euro, come presunto corrispettivo per la conclusione dei contratti preliminari per la vendita di tre immobili di sua proprietà, ai quali però era seguito un solo contratto definitivo e per giunta simulato. —
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