Toscana
La Caritas: dateci gli oliveti incolti per aiutare i poveri
Sabato e domenica i volontari disponibili alla raccolta per produrre olio per mense e centri di distribuzione
lucca
Quest’anno la produzione degli olivi è eccezionale. Talmente copiosa che in molti casi si rischia di perdere il raccolto, soprattutto negli oliveti che - per i motivi più disparati - non vengono seguiti.
Ecco, la Caritas di Lucca chiede che alcuni di questi appezzamenti vengano messi a disposizione dei volontari per poter ottenere olio da poi donare a chi è più in difficoltà.
A lanciare l’iniziativa, con un video su You Tube, è stato l’arcivescovo Paolo Giulietti, che ha parlato di «una comunità che trova tutti i modi, anche i più originali, per manifestare la propria vicinanza, il proprio affetto» alle persone che in questo momento - anche a causa della pandemia - si trovano in difficoltà, a volte anche in difficoltà “alimentare”.
Il braccio operativo dell’iniziativa sarà la Caritas diocesana. Ed è la direttrice Donatella Turri a spiegare come è nata quest’idea.
«Innanzitutto dalla considerazione che è un’annata di straordinaria produzione. Basta fare una passeggiata per le nostre colline per rendersene conto. In secondo luogo, come Caritas, da anni portiamo avanti un’azione che sia per la solidarietà e per la lotta allo spreco, inteso anche come spreco alla produzione e non solo al consumo».
Infine, dice Turri, c’è anche un riferimento dal punto di vista della Bibbia, «dove troviamo il gesto dello spigolare, cioè dei poveri che passavano nei campi per raccogliere il grano che non era stato battuto».
Tutte queste considerazioni si sono poi legate a un’altra: anche sulle nostre colline capita di vedere degli oliveti che non vengono curati, ma che producono olive di ottima qualità. Appezzamenti che magari talvolta sono trascurati proprio per la situazione che stiamo vivendo.
Ecco, la Caritas chiede a chi si trova in questa situazione di farsi vivo, con un colpo di telefono o una mail, e di dare la propria disponibilità.
«Abbiamo già avuto qualche risposta positiva - spiega la direttrice Turri -, nonostante che l’iniziativa si astata lanciata da pochissimo. Durante questa settimana faremo dei sopralluoghi per capire la situazione dei terreni. Dovessero esserci roveti o situazioni difficili non potremo utilizzarli. Ma se si tratta solo di erba incolta manderemo la costipativa Calafata a pulire e poi, sabato e domenica, con i nostri volontari andremo a raccogliere le olive, ovviamente rispettando tutte le misure di sicurezza».
Dopo sarà la volta della frangitura: proprio in queste ore la Caritas sta mettendo a punto questo passaggio, che poterà ad avere quello che - da titolo dell’iniziativa - è “l’olio bòno”, detto alla lucchese. Buono perché solidale e buono perché genuino.
«Sarà imbottigliato in piccole taniche - conclude Turri - e dato alle persone che si rivolgono ai nostri centri di distribuzione e alle nostra mense».
Chi è interessato a partecipare, mettendo a disposizione della Caritas il proprio oliveto può telefonare al numero 0583 430938, oppure scrive un’e-mail agli indirizzi di posta elettronica caritas@diocesilucca.it e caritaslucca@gmail.com. —
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