Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO  

Danno permanente al braccio L’Aoup Pisa risarcisce paziente

Pietro Barghigiani; / PISA
Danno permanente al braccio L’Aoup Pisa risarcisce paziente

Ex studente universitario lucchese per un’operazione non riuscita all’arto sinistro ha ottenuto 247mila euro dopo aver intentato una causa al tribunale di Lucca

3 MINUTI DI LETTURA





Pietro Barghigiani / PISA

Un incidente stradale all’estero con l’auto guidata dall’amico che finisce fuori dalla carreggiata. Il ricovero d’urgenza per le fratture riportate nella carambola, poi il trasferimento in Italia. E la necessità di un intervento chirurgico per sistemare quelle ossa rotte. Succedeva più di 5 anni fa e i postumi di quello schianto, ma anche gli effetti dell’operazione, hanno colpito duro su un ventenne lucchese, all’epoca studente universitario a Pisa, (omettiamo generalità e dettagli per non renderlo riconoscibile). Avambraccio e mano sinistra hanno subìto una lesione permanente di rilievo. Un danno irreversibile che condanna il giovane alla menomazione dell’arto incapace di svolgere le funzioni più elementari. Una storia che da sanitaria è diventata duello legale con la citazione a giudizio non solo dell’assicurazione ((ha pagato 44mila euro) dell’auto finita fuori strada, ma anche contro l’azienda ospedaliera di Pisa. L’ospedale, dopo la valutazione del caso da parte del comitato gestione sinistri, ha scelto la strada del dialogo e ha raggiunto una transazione per chiudere la causa legale aperta davanti al Tribunale di Lucca. L’accordo è stato trovato sulla cifra di 247mila euro che l’Aoup verserà al giovane operato nell’agosto 2015 a Pisa a pochi giorni dall’incidente avvenuto durante una vacanza. Il calvario è durato anni. Visite e controlli tra diagnosi e speranze. La certezza di una paralisi parziale dell’arto. Il paziente si era fratturato la clavicola destra e l’omero del braccio sinistro. Se per la clavicola i postumi erano stati quelli ordinari, i guai erano arrivati dal braccio. La consulenza tecnica o disposta del Tribunale, strumento che nei contenziosi per colpa medica orienta in modo decisivo il pronunciamento del giudice, ha sottolineato una serie di sbagli in fase di intervento per ridurre la frattura con l’inserimento di placche e viti. Il danno al nervo radiale, da cui dipende movimento e sensibilità della mano, sarebbe stato provocato da errate soluzioni chirurgiche. Si legge nella perizia: «A seguito dell’intervento si palesò una lesione neurologica al nervo radiale che prima dell’atto chirurgico era stata esclusa». I consulenti tecnici d’ufficio nella loro perizia hanno «individuato una responsabilità dell’Aoup nell’esecuzione dell’intervento praticato nei confronti di (omissis, ndr), un’operazione che ha aggravato il danno già patito con l’incidente». Nel calcolo dell’importo da liquidare al giovane non c’è solo il disagio fisico subìto, dallo schianto al pellegrinaggio tra ospedali e specialisti per trovare una soluzione a quel braccio malmesso. Nel conteggio compare e viene monetizzata la privazione di una buona fetta di chance professionali, quello di cui dovrà fare a meno la vittima di un intervento non eseguito al meglio. Era uno sportivo. Andava in palestra e quell’attività gli è ormai preclusa. L’Aoup, come da prassi nei casi in cui risarcisce o paga per transazioni che evitano le cause in Tribunale, segnalerà la vicenda alla Procura della Corte dei Conti per danno erariale nei confronti di chi operò il paziente. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web