Sicurezza
Campani: «Barga doveva aiutare Lucca» Contraria la Cisl
barga
Fa discutere l’arrivo dei 20 posti Covid (10 di cure intermedie, 10 di degenza) nell’ex ospedale San Francesco di Barga, annunciata ieri dall’Asl per il 24 novembre.
Da una parte il sindaco Caterina Campani, che spiega che «c'è bisogno di aiuto adesso perché anche a Lucca i posti si stanno esaurendo. Come amministrazione in questa fase abbiamo scelto di essere responsabili, collaborativi e di governare il processo insieme all'azienda sanitaria. E lo abbiamo fatto nella convinzione di poter fare la nostra parte e lottare perché ogni servizio rimanesse in essere. Siamo tutti d'accordo che il Campo di Marte è la soluzione definitiva ma c'è bisogno di dare una mano ora. Con questa scelta l'ospedale di Barga non è morto, tutt'altro, è vivo e parte attiva all'interno del sistema sanitario impegnato nell'emergenza».
Campani spiega di essersi opporta «alla proposta dell'azienda di utilizzare il reparto di medicina nella sua totalità con 40 posti letto per Covid perché sarebbe scomparso totalmente un reparto importante sempre, ma ancor di più nei mesi invernali. La proposta di utilizzare 20 posti letto della riabilitazione ci è sembrata percorribile nella misura in cui l'azienda avesse consentito al reparto di poter continuare la propria attività ordinaria anche per pazienti no Covid oltre a pazienti Covid. Questa non è una riorganizzazione aziendale ma un piano di emergenza straordinario che coinvolge gli ospedali della rete grandi e piccoli. Ovviamente abbiamo chiesto, a tutti i livelli, garanzie che finita questa emergenza, i reparti tornino alla situazione preesistente e di questo ci facciamo garanti e vi chiediamo fiducia».
Contrari i rappresentanti di Fp Cisl e Cisl medici. Massimo Petrucci, Maria Grazia Simoni e Luciano Cotrozzi polemizzano con l’azienda anche sul mezzo (la stampa) scelto per comunicare la notizia e poi attaccano « per far riflettere non solo l'azienda ma anche gli organi politici locali e regionali interessati, sui rischi ai quali saranno esposti i cittadini, la Asl ed i professionisti adibiti ad operare nella struttura Cure intermedie di nuova istituzione.
La Cisl è molto preoccupata per le intenzioni dell'azienda che pare voglia adibire i medici fisiatri della riabilitazione, all'assistenza dei pazienti Covid delle cure intermedie di nuova istituzione: «La disposizione aziendale di adibire i medici fisiatri all'assistenza dei pazienti Covid, al fine di garantire la continuità assistenziale ed anche la gestione dell’emergenza/urgenza a parere della Cisl è una scelta illegittima. La Cisl raccomanda di non procedere con scelte azzardate che espongono ad inutili rischi sia l'azienda che i professionisti interessati ed invita ad una maggiore riflessione sulla scelta del modello assistenziale da attuare, ponendo massima attenzione anche al delicato ed attuale tema del rischio clinico. La Cisl nel comune interesse volto alla tutela di cittadini, professionisti e Asl, evidenzia la disposizione contenuta nella Legge Gelli la quale, sul solco tracciato dalla giurisprudenza di legittimità, sottolinea lo strettissimo legame tra l’elemento soggettivo dell’illecito e l’osservanza/inosservanza delle linee guida e buone pratiche mediche. Cisl Toscana Nord invita infine gli amministratori interessati a porre massima attenzione sul fatto che la legge ha riconosciuto uno stretto legame tra la responsabilità e la diligenza che è possibile pretendere dal medico, (tenuto a conoscere linee guida e/o le buone pratiche mediche della disciplina di appartenenza e certamente non quelle di qualsiasi specialità), principio che sarebbe stravolto qualora si potesse estendereall'infinito il suo obbligo di garanzia verso il paziente attraverso l’imposizione di attività che non rientrino nella propria area di intervento». —
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