Sicurezza
Il negozio è chiuso ma Roberta si reinventa: commerciante e modella per le sue collezioni
Lucca, titolare della boutique di abbigliamento femminile "Via Veneto" in via Cavour, ha deciso di puntare sulla vendita online
LUCCA. La zona rossa non le fa paura. Perché Roberta Carrara, 42 anni, da ventidue nel commercio e da quattro titolare della boutique di abbigliamento femminile Via Veneto in via Cavour, è una che si reinventa, giorno dopo giorno. E così, anche dal 15 novembre - giorno di istituzione della zona rossa, appunto, che ha sancito la temporanea chiusura di alcune tipologie di negozi, tra cui quelli di abbigliamento - ogni giorno si reca nel suo esercizio e, con la sua collaboratrice Stefania Celentano lavora l’intera giornata: fa la modella, indossa i capi della collezione autunno inverno esposta sugli stand, li fotografa e li propone sul profilo Facebook di Via Veneto Lucca e sul sito che fatto realizzare, www.viavenetolucca.it.
«La prima vera riorganizzazione del mio negozio - racconta Roberta - arriva dal primo lockdown. Le restrizioni che ci sono state e che ci sono mi hanno portato a un nuovo modo di vendere, una modalità che arrivi direttamente nelle case dei miei clienti. In prima battuta ho fatto un investimento, attraverso una società di e-commerce, per la realizzazione del sito internet. E io ci ho messo la faccia, sempre: ci ho messo costanza e allo stesso tempo la consapevolezza di portare gioia. Oggi tutti abbiamo tutto, comprarsi un abito nuovo è una cosa piacevole e io ho cercato e cerco di promuovere questo principio. Cerco di portare un messaggio positivo, vedendo sempre il bicchiere mezzo pieno. Lo slogan che ho scelto, anche per il mio sito, è “be different”, un invito a pensare positivo».
Per Roberta Carrara il commercio online non è un’alternativa alla vendita in negozio, ma un complemento: da quando ha iniziato , «lo uso anche a negozio aperto».
Le performance della vendita online non equiparano quella in negozio, ma i risultati sono comunque soddisfacenti. «Nel primo lockdown - spiega la commerciante - la vendita online è stata pari al cinquanta per cento di quella in negozio. Anche se non è il massimo, dà continuità, andiamo a fare le consegne a casa e continuiamo a portare gioia. In questo secondo lockdown, ho incentivato l’e-commerce: passo tutta la giornata in negozio a indossare i capi per presentarli online. Sono sempre stata una lavoratrice».
Roberta racconta però di avere oggi una percezione dei suoi clienti un po’ diversa rispetto alla scorsa primavera, quando “tutti a casa” era una novità e tutti erano meno stanchi e provati dall’emergenza sanitaria. «Adesso la gente ha un po’ paura - aggiunge la commerciante -. anzi è meglio dire che è terrorizzata. “Un abito nuovo? E quando me lo metto?”, qualcuno me lo dice. Si avverte molto l’incertezza. Ma anche noi dobbiamo cercare di andare avanti. Spero vivamente che la zona rossa possa rientrare al più presto, così la gente potrà riprendere almeno una parte della sua vita. Anche per noi commercianti è molto dura. In questo periodo tutto si è fermato eccetto le spese fisse per chi ha un’attività in proprio, eppure i negozi tradizionali sono importanti, mantengono in vita i centri storici».
Al momento, non sono previsti “ristori” per i negozi dell’abbigliamento: una lacuna che molti commercianti del settore hanno a più riprese messo in evidenza. Roberta Carrara ne è consapevole, ma non si abbatte: «Anche quando siamo stati inclusi, i ristori sono stati così minimi, che non hanno avuto alcuna influenza sulla nostra attività». —
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