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Barga, da martedì arrivano i pazienti Covid

Barga, da martedì arrivano i pazienti Covid

L’Asl ha rotto gli indugi: 10 posti di cure intermedie e 10 di degenza da ricavare nel reparto della riabilitazione

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barga

All’ospedale di Barga da martedì 24 novembre saranno attivate due aree Covid con dieci posti letto di cure intermedie (low care) e dieci posti letto di degenza ordinaria non intensiva.

Ne ha dato comunicazione l’Asl, sciogliendo così gli ultimi nodi e gli ultimi dubbi su un piano che fin da subito ha trovato più di una resistenza nelle comunità della Valle del Serchio, a partire dal primo cittadino Caterina Campani e dal senatore Andrea Marcucci.

Da parte sua, la direzione azinedale ha più volta spiegato che la decisione è stata presa a seguito dell'applicazione del piano di emergenza della rete ospedaliera disposto dall'ordinanza della Regione Toscana numero 96 del 24 ottobre 2020 e del piano di attuazione predisposto dall’Asl e presentato in Conferenza dei sindaci ricevendo un parere positivo. In sostanza questi strumenti di gestione dell’emergenza prevedono che allo scattare di soglie determinate di occupazione di posti letto in regione, vengano utilizzati anche gli ospedali minori.

Barga fa parte di un gruppo di strutture che ha già visto partire con i ricoveri Cecina, Pontremoli e Piombino. E pochi giorni fa la direttrice generale Maria Letizia Casani aveva confermato che presto nsarebbe arrivato il turno del San Francesco.

Le due nuove aree verranno attivate in maniera temporanea negli spazi del reparto di Riabilitazione di Barga in quanto sede logisticamente più funzionale. Un cambiamento, rispetto alla prima ipotesi, quando si pensava di utilizzare il reparto di medicina.

In conseguenza di questa riorganizzazione, l'area medica No Covid del San Francesco - spiega ancora l’azienda sanitaria - verrà suddivisa in due aree, entrambe destinate ai pazienti negativi: 10 posti letto per la riabilitazione e 30 posti letto di area medica.

L’attivazione di questi nuovi 20 letti «risponde alla necessità di mettere a disposizione in ogni zona posti Covid dedicati alle cure intermedie ed alla degenza non intensiva e permette di alleggerire la pressione sugli ospedali Covid dell’Azienda.

«In particolare le cure intermedie rappresentano un’ulteriore risorsa per il territorio e per quei pazienti che, seppur in condizioni di stabilità e di miglioramento, necessitano ancora di cure mediche prima di poter essere dimessi e ritornare al proprio domicilio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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