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Lucca

in tribunale 

Morto sulla pista da sci: a giudizio l’ex sindaco

Massimo Donati
Morto sulla pista da sci: a giudizio l’ex sindaco

Daniele Monti sbatté contro un albero sulla “Zeno 1” all’Abetone Per il pm la responsabilità e dell’ex primo cittadino

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abetone

La decisione di passare una giornata sugli sci per stare un po’ insieme al figlio, la scelta dell’ultimo momento di imboccare una pista che nessuno dei due aveva mai affrontato, il forte vento che aveva ormai cancellato ogni traccia del passaggio dei gatti delle nevi, l’assenza dei paletti di segnalazione lungo il margine del tracciato... Una serie di drammatiche coincidenze. Ma secondo la procura della Repubblica non fu una fatalità la morte di Daniele Monti, il 52enne montecatinese impiegato alla “Tarabori agricoltura e giardinaggio di Altopascio che perse la vita il 24 gennaio 2018 ad Abetone, schiantandosi contro un albero dopo essere finito per sbaglio fuori pista mentre stava scendendo lungo la Zeno 1.

E lunedì mattina, accogliendo la richiesta del pm Giuseppe Grieco, il gup del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, con l’accusa di omicidio colposo, ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Abetone Giampiero Danti, in qualità di responsabile delle piste gestite dal consorzio Saf spa, e Pietro Nizzi, responsabile e addetto al controllo, alla manutenzione e alla valutazione delle condizioni di sicurezza e regolarità delle stesse.

La colpa dei due imputati sarebbe stata quella di non aver segnalato adeguatamente, al suo inizio, che la pista Zeno 1 quel giorno era chiusa.

Aggravando poi la situazione di confusione facendo togliere addirittura i paletti arancioni di delimitazione lungo il tracciato, con l’intenzione di sottolineare in quel modo il fatto che la pista era chiusa e che non vi si poteva sciare, ma con l’effetto finale di rendere praticamente impossibile agli sciatori distinguere il percorso da seguire. Soprattutto dopo che il forte vento aveva “appiattito” la neve uniformemente, fuori e dentro la pista. E là, in quelle condizioni, la vittima si era trovata a dover sciare.

Originario di Ponte Buggianese, Daniele Monti, che lavorava come magazziniere alla “Tarabori agricoltura e giardinaggio” di Altopascio, viveva a Montecatini con la moglie Simona Vannini e i figli gemelli Niccolò e Mattia. —



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