Il dolore
Lattanzi: «Ora serve comunicare di più cosa facciamo»
lucca
È convinto che il successo di Imt sia da ricercare anche nel modello di gestione, sperimentale e innovativo al pari di quello didattico. E lui quel modello lo ha visto nascere, avendo fatto parte della Fondazione appositamente creata per la costituzione della scuola. In occasione dei quindici anni di Imt a Nicola Lattanzi, oggi professore ordinario di economia aziendale e delegato all'innovazione e alle relazioni con enti e imprese, piace tornare indietro nel tempo. A cominciare dalle radici che – a suo parere - hanno permesso all'istituto lucchese di ottenere, fin da subito, risultati e riconoscimenti superiori a quelli pianificati.
Lattanzi – 56 anni, originario di Carrara ma a Lucca da molto tempo - ricorda per esempio come scuole simili di alta formazione, nate nello stesso periodo, furono chiuse nel giro di poco tempo. E racconta un aneddoto, riguardo al nome: «All'inizio Imt non si chiamava così, ma Isal che stava per Istituto di Studi Avanzati Lucca. Poi fu scelto il nuovo nome, acronimo di Istituzioni, Mercati e Tecnologie, che suscitò qualche critica, anche Oltreoceano, perché richiamava Mit (Massachusetts Institute of Technology). Ma gli stessi americani, pochi anni dopo, pubblicarono un documento dove tra le maggiori scuole internazionali citavano Imt come esempio di innovazione nel mondo». Da allora, ricorda ancora il professore, non si è mai interrotta la collaborazione con il Massachusetts Institute e altre prestigiose università statunitensi, tra cui Harvard. A Lattanzi, però, non piace gloriarsi degli allori e crede che sia necessario, da parte della scuola, compiere un passo in avanti sul fronte della comunicazione. «Dopo quindici anni e i risultati raggiunti – dice - c'è ancora troppo silenzio su tutto quello che è e fa Imt. I ragazzi pensano che sia solo una biblioteca e tanti credono che sia un'università privata e non totalmente finanziata da enti pubblici. Bisogna comunicare di più». Per quanto riguarda la sua delega, l'economista si occupa di istituzioni, mercati e tecnologie per tutto quello che riguarda innovazione, trasferimento tecnologico, modelli organizzativi, competività, sviluppo di nuove realtà, avvicinamento della ricerca alle esigenze delle aziende. Settori sui quali ha all'attivo molte pubblicazioni e che hanno molto a che fare con le sue materie di insegnamento in Imt che sono management e strategia. Lattanzi, inoltre, è docente di strategie e governo delle aziende familiari all'università di Pisa. Tre figli, si definisce un curioso di tutto; ama camminare, leggere e stare con gli amici. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
