Sicurezza
L’ex allievo: «La scuola mi ha dato tanto»
Davide Bacciu, studente nel primo ciclo di dottorato: «C’erano solo cinque aule, ma l’insegnamento era già d’eccellenza»
lucca
«Ho ricevuto molto da Imt. Non solo per gli studi, ma anche per il forte legame tra noi studenti. A distanza di tanto tempo, ci sentiamo regolarmente e ci vediamo in giro per il mondo, per esempio ai nostri matrimoni, per la nascita dei figli o semplicemente per stare insieme. E con alcuni di loro sono nate anche collaborazioni professionali». Quindici anni dopo il dottorato nella scuola universitaria lucchese, Davide Bacciu non ha dubbi. Quel periodo di studio e di ricerca a Lucca gli è rimasto così tanto nel cuore da volerlo in qualche modo rivivere periodicamente. 41 anni, sardo di Budoni con laurea in informatica all'università di Pisa e dottorato nella stessa disciplina, è infatti il presidente dell'Associazione alunni ed ex alunni di Imt, costituita nel 2016 e attiva dal 2018.
Un incarico che Bacciu ha accettato spinto dalla voglia «di dare qualcosa dopo aver ricevuto tanto». Lui – oggi professore associato di informatica all'università di Pisa, città dove vive con la moglie e la loro bambina – ha visto nascere e crescere la scuola lucchese, avendone frequentato il primo ciclo di studi dal 2005 al 2008. «C'erano solo cinque aule, una per ciascun dottorato, la biblioteca di piazza San Ponziano e il Campus di piazza San Francesco non esistevano. Noi studenti abitavamo in appartamenti sparsi nella città, a gruppi di 3 o 4. Insomma era tutto diverso da oggi, ma solo per gli spazi ridotti rispetto agli attuali».
La scuola – a suo parere – aveva già tutte le caratteristiche che nel corso degli anni ne hanno decretato il successo: pluralità, vivacità, apertura, innovazione, modernità. «Allora come oggi – prosegue –, oltre a fornire un'ottima preparazione negli studi, Imt riesce a mettere insieme persone aperte, intelligenti, curiose, con provenienze geografiche, interessi, lingue e formazioni diverse, che si confrontano continuamente». E pensare che Imt, per Bacciu, fu un ripiego dettato esclusivamente dal caso. «Nel periodo subito dopo la laurea non ero più in tempo per iscrivermi a un dottorato classico. Così pensai di provare nella scuola post universitaria che sarebbe stata aperta proprio in quell'anno a Lucca e di cui avevo avuto notizie in ateneo. Feci domanda sia per informatica che per robotica, ottenendo l'accesso a entrambi gli indirizzi: scelsi informatica perché mi piace di più». Questo profondo legame con la scuola trova riscontro nell'impegno di Bacciu come responsabile dell'associazione degli ex e dei nuovi allievi, che conta oltre 150 iscritti. —
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