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Toscana zona rossa, l'appello di un sindaco della Lucchesia: serve una deroga per chi deve fare il presepe
Il primo cittadino di Borgo a Mozzano pronto a inoltrare la proposta a Governo e Regione: «Serve serenità e per questo metteremo anche le luminarie natalizie»
BORGO A MOZZANO, Mai come in questo momento speranza e normalità sono un qualcosa di cui c’è un gran bisogno, e qualunque cosa possa regalarci questi stati d’animo, seppur solo per qualche attimo, deve essere la benvenuta. E, anche aldilà di quelle che sono le proprie convinzioni religiose, i presepi rappresentano un qualcosa che può regalarci speranza e normalità. Ce li possono regalare guardandoli o costruendoli e, visto l’approssimarsi del Natale, il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti lancia una sorta di appello, a fare e a far fare i presepi pubblici che qui – come nel resto della Valle – vantano una lunga tradizione.
«Una proposta verso il Natale – scrive il primo cittadino – piena libertà d’azione per chi realizza i presepi. In molti, su tutto il territorio nazionale, e quindi anche sui nostri territori, stanno per accingersi o hanno già iniziato a realizzare i presepi in luoghi pubblici, non solo nelle chiese, e per i quali occorrono tanto impegno e dedizione. In teoria queste persone, che possono essere anche più di una a lavorare, non hanno oggi una specifica autorizzazione per svolgere il loro operato. Credo che invece su questo aspetto dovrebbe esserci una deroga generalizzata: chi realizza presepi, non solo nei luoghi sacri, ma anche in ogni altri luogo condiviso dalla comunità, dovrebbe poterlo fare senza incorrere in alcuna sanzione. Che ne dite se inoltriamo la proposta a Regione e Governo affinché i realizzatori di presepi siano ufficialmente tutelati? Già sarà un Natale diverso, che almeno la stupenda tradizione dei presepi possa svolgersi in assoluta pienezza».
«Noi abbiamo una grande tradizione – ci spiega Andreuccetti – per esempio quella portata avanti con la Valle dei Presepi, in cui i creatori di presepi di un comune andavano a farlo in un altro comune. Ma, oltre a questa iniziativa, in molti spazi pubblici del Comune, nelle frazioni, vengono realizzati i presepi. Ecco, questo dovremmo poter continuare a farlo, anche per poter dare un segno, di normalità e di speranza appunto. Penso al presepe in grotta di Dezza Alta, o a quello di Piano di Gioviano, solo per fare due esempi. Certo, presepi da fare osservando norme di prudenza, andando in due per volta e a distanza là dove prima lavoravano in cinque. Oppure dandosi il cambio uno per volta. Ecco, a queste condizioni chiedo che non vengano sanzionati. Poi è chiaro che non deve diventare una scusa per muoversi indiscriminatamente. Comunque c’è bisogno di quella serenità che il Natale può regalarci. Ed è per questo che noi faremo anche le luminarie, nonostante tutto».
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