Il Tirreno

Lucca

per la mostra “il corpo e l’anima” 

Dalla Valle al Louvre la statua della Maddalena della chiesa di San Jacopo

Luca Meconi
Dalla Valle al Louvre la statua della Maddalena della chiesa di San Jacopo

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Borgo a Mozzano

Un gioiello borghigiano quasi sconosciuto al grande pubblico da qualche settimana è esposto al Louvre di Parigi. Coronavirus permettendo, migliaia di persone potranno vedere nelle sale del museo parigino la statua della “Maddalena” attribuita ad Andrea della Robbia (1510 circa) solitamente custodita nella chiesa di San Jacopo di Borgo a Mozzano. A darne notizia è l’ex sindaco Gabriele Brunini, per il quale la presenza della statua nel museo della capitale francese è «una notizia stupenda che può portare solo prestigio alla nostra comunità».

“Il corpo e l’anima. Sculture italiane da Donatello a Michelangelo” è il titolo della mostra inaugurata il 22 ottobre nella quale sono esposte 140 opere della scultura rinascimentale italiana tra cui, appunto, la “Maddalena”. Una statua importantissima per il territorio, anche se fuori Borgo è poco conosciuta. Se il celebre “Ponte del Diavolo” si chiama anche “Ponte della Maddalena” è proprio grazie a questa statua. Sì, perché la sua collocazione originaria non era la chiesa nel centro storico bensì una cappella nei pressi di quello che allora si chiamava “Ponte di Chifenti”. E lì ogni 22 luglio, giorno di Santa Maria Maddalena, si svolgeva un’importante fiera.

«Tra le opere robbiane esposte a Parigi insieme ad altre importanti opere risalenti ai secoli XV e XVI – dice Brunini – c’è anche la “Maddalena” che si conserva nelle chiesa proposturale di San Jacopo. Ritengo si tratti di una notizia stupenda che rafforza la consapevolezza di essere depositari di opere d’arte importanti che abbiamo il dovere di tutelare nel tempo, come hanno fatto per secoli coloro che ce le hanno tramandate».

Felice per questo importante riconoscimento è anche il parroco di Borgo a Mozzano don Francesco Maccari, che ha autorizzato il trasferimento della statua in accordo con la Soprintendenza e i curatori della mostra: «Grazie a questa mostra di rilevanza internazionale, il mio auspicio è che, una volta che la statua ritornerà a Borgo a Mozzano, venga ulteriormente valorizzata come giustamente merita». Recentemente, per renderla maggiormente visibile ai fedeli, la sua collocazione all’interno dell’edificio religioso è stata cambiata. Prima era collocata sopra la porta della sacrestia, successivamente è stata creata un’apposita urna di vetro realizzata (e donata) dall’azienda Italvetro. Un modo per ammirare maggiormente un’opera d’arte che ha una somiglianza sorprendente con la statua in legno della “Maddalena penitente” realizzata da Donatello per il Battistero di San Giovanni e che oggi si trova nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

L’esposizione a Parigi può senza dubbio fornire nuovo stimolo per gli storici che potranno indagare ulteriormente sull’origine della statua, sul perché la cappella sia scomparsa e su quali siano le motivazioni che hanno fatto sì che la statua venisse collocata nella chiesa di Borgo a Mozzano e non a Corsagna, visto «che – afferma ancora Brunini – fino ai primi decenni del ’900 le case lungo la statale del Brennero facevano parte della parrocchia di Corsagna. Il mio auspicio è che questa sia anche l’occasione per creare un museo territoriale dell’arte sacra con sede nella chiesa del Crocifisso nel Capoluogo, oggi ancora inagibile a seguito dell’ultimo terremoto».

E chissà se, grazie all’originale, anche Borgo avrà il suo piccolo Louvre. —



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