Il Tirreno

Lucca

La Cgil: più assunzioni per garantire tutti i servizi

La Cgil: più assunzioni per garantire tutti i servizi

Il sindacato puntualizza come il personale entrato a partire dalla primavera in molti casi abbia soltanto compensato le uscite di chi andava in pensione

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Le assunzioni dell’Asl non sono sufficienti, perché in molti casi vanno a coprire dei “buchi” già presenti in organico e comunque non bastano per garantire i servizi aggiuntivi per contrastare la pandemia. A sostenerlo è il coordinamento della Funzione pubblica della Cgil, per il quale «le tanto sbandierate 5. 000 assunzioni fatte all’interno dalla regione necessitano alcune precisazioni».

Al 1° gennaio 2020 nell’Asl nord ovest, spiega il sindacato, «erano presenti 13. 479 dipendenti, dei quali 12. 776 a tempo indeterminato, 549 a tempo determinato, 53 in libera professione e 90 interinali. La situazione al 31 ottobre 2020 è di 14. 057 dipendenti, quindi con una variazione di 578 unità, di cui 442 a tempo indeterminato, il resto in libera professione, interinale ed a tempo determinato. Da gennaio 2020 ad oggi sono avvenute cessazioni di 738 lavoratrici e lavoratori. Inoltre le assunzioni fatte hanno in parte sopperito alle mancate sostituzione dei pensionamenti degli anni precedenti».

Qualche numero serve per dare l’idea. Per quanto riguarda i medici ci sono state 99 assunzioni a fronte di 147 cessazioni, mentre per i tecnici sanitari a fronte di 117 uscite si sono avuti 82 ingressi. In controtendenza ci sono due voci: gli infermieri, con 604 assunzioni e 246 cessazioni e gli Oss con 313 assunzioni e 101 cessazioni.

«Ricordiamo che nella prima fase Covid – prosegue il sindacato – vi è stata l’apertura di nuove attività: Usca, Checkpoint, pretriage, cure intermedie, che sono ancora presenti e il personale nuovo assunto è impegnato in queste attività. Crediamo che sia opportuno che la regione e l’azienda facciano nuove assunzioni di personale, infermieri, medici, oss, tecnici sanitari, amministrativi, che si aprano le attività necessarie. Oggi non è pensabile chiudere l’attività chirurgica o ridurre l’attività oncologica, cardiologica, come fu fatto nel primo periodo Covid. Crediamo che debba essere fatta una corretta verifica delle richieste di servizi attualmente presenti e di quali nuovi sia necessaria l’apertura, di quanto personale necessiti, affinché i lavoratori possano garantire le risposte ai bisogni della cittadinanza, che non sono solo legati al Covid. Quindi potenziamenti dei posti letto delle terapie intensive, delle degenze Covid, dei pronto soccorso, delle attività territoriali (drive through, Usca, igiene pubblica, cure intermedie, assistenza domiciliare integrata)».

Nel dettaglio, ancora secondo il sindacato è «necessaria l’apertura di posti letto Covid nel vecchio ospedale di Lucca, di Massa e nella zona di Livorno, con l’assunzione e la formazione di personale. Inoltre non è di secondo piano anche l’attività di tracciamento e delle risposte dei tamponi eseguiti (mancano tecnici sanitari di laboratorio ed una strumentazione adeguata). Purtroppo sono presenti molti lavoratori positivi al Covid, in un numero elevato di circa 150 casi totali». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa