Il Tirreno

Lucca

L’ultimo giorno per l’abbigliamento «Speriamo di uscire dal tunnel a Natale»

Rossella Lucchesi
L’ultimo giorno per l’abbigliamento «Speriamo di uscire dal tunnel a Natale»

Più rassegnazione che rabbia nelle parole dei negozianti «Una situazione che andava gestita meglio in estate»

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/ lucca

Non c’è rabbia, ma rassegnazione per le difficoltà del momento e soprattutto la speranza di uscire al più presto dal tunnel, senza troppe ferite. Stremati, ma decisi a lottare per risollevarsi dalla crisi che ha investito l’economia, lasciando sul campo montagne di macerie, i commercianti di abbigliamento, scarpe e accessori (eccetto quelli che vendono articoli intimi o per bambini) si preparano ad affrontare il nuovo stop alle attività.

Dalla scorsa mezzanotte, con l’ingresso della Toscana in “zona rossa” molti di loro hanno infatti dovuto abbassare le saracinesche dei loro negozi che, salvo nuove disposizioni, potranno rialzare solo tra due o tre settimane. Un lasso di tempo apparentemente breve che, però, potrebbe compromettere il lavoro di centinaia di attività che ancora stanno facendo i conti con gli oltre due mesi di lockdown che hanno lasciato segni profondi. Ma i commercianti non mollano. Anche se le forze stanno venendo meno, perché ciò significherebbe annullare anni di sacrifici.

«La situazione - commenta Alessandro Innocenti del negozio di pelletteria in via Santa Croce - andava gestita meglio, in previsione di questa nuova ondata che ci ha travolto, senza però sorprenderci, poiché era prevedibile che avremmo pagato care le vacanze, i viaggi e le serate in discoteca di un’estate che invece avremmo dovuto trascorrere più pacatamente e rimanendo nei confini nazionali. O, meglio, in quelli regionali. Mi sorprende la leggerezza con cui i nostri governanti hanno affrontato la pandemia, sottovalutando la seconda ondata che si è presentata puntualmente in autunno. In tutti questi mesi, anziché potenziare ospedali e assumere personale come avevano promesso, hanno pensato ai bonus per vacanze e monopattini, ma non a produrre risorse sufficienti per non fare affondare l’economia».

Dichiara di essere ottimista Luca Melani, responsabile del privé Montezemolo «ma - dice - ci sono troppe lacune in questi Dpcm che in una settimana hanno fatto transitare la Toscana dalla fascia gialla, a quella arancione e poi rossa. Un miracolo se siamo ancora in piedi, considerando che lavoriamo parecchio con i turisti che quest’anno si sono visti col lumicino». La Primula Verde chiuderà solo parzialmente, perché è consentito vendere l’intimo uomo-donna e abbigliamento per bambini. «Si cerca di sopravvivere, ma non è facile, perché i costi ci sono e di gente in giro se ne vede davvero poca» commenta Marco Gennazzani, sorpreso che le affermazioni del governatore Giani, circa il miglioramento della curva dei contagi negli ultimi giorni in Toscana, siano rimaste inascoltate dal Governo «che - aggiunge - dovrebbe essere più responsabile». Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Capuozzo dell’Officina della Pelle, con tre punti vendita a Lucca: «Momentaneamente chiudiamo i negozi di via San Paolino e via Fillungo, lasciando aperto il laboratorio sulla Fratta, ma non al pubblico. Cerchiamo di portare avanti il lavoro, realizzando anche articoli da regalo che ci sono stati ordinati per il Natale. Per il resto, c’è ben poco da fare». È preoccupata Maria Grazia Battistoni di Sugarò che spera nella ripresa prenatalizia ma, come Katia Lenci dello storico negozio di calzature, non si aspetta grandi cose. «Non ci voleva - commentano - una chiusura a un mese dal Natale che ci penalizzerà e ci renderà più vulnerabili». Dei cinque negozi di abbigliamento e calzature di proprietà della famiglia Lanza, resterà aperto soltanto Peter Pan per i bambini. «Ci stiamo attrezzando per la consegna a domicilio ai clienti - dichiara Federico Lanza - ma, se non arriveranno risarcimenti adeguati, sarà impossibile risollevarsi da questa ennesima mazzata che sta mettendo sul lastrico migliaia di attività». —

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