Sicurezza
Nei guai per istigazione all’odio razziale
Perizia psichiatrica su un disoccupato che su Fb da appuntamento in piazzale Verdi per sprangare gli extracomunitari
LUCCA
É accusato di un reato gravissimo: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa punito con la reclusione da due a sei anni. Perché un disoccupato lucchese di 43 anni, disc jockey per hobby, nel novembre dello scorso anno aveva postato due deliranti video su Facebook. Nel primo dava appuntamento agli «amici camerati» in piazzale Verdi dove, la sera successiva, si sarebbero ritrovati per «dare una lezione» agli extracomunitari e far veder loro «chi comanda in questa città». L’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, era quello di una vera e propria pulizia etnica. A colpi di spranga. Perché nel video si invita a portare mazze e bastoni da usare contro gli «invasori». Quel video su Facebook non poteva certo passare inosservato alla polizia postale che aveva immediatamente avvertito la questura di via Cavour e i colleghi della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali.
Così la sera successiva, all’orario prestabilito (le 21), in piazzale Verdi si era portata una pattuglia della Digos. Una serata grigia, piovosa. E all’appello del disoccupato non aveva aderito nessuno. L’uomo, che nel frattempo aveva postato un nuovo video su Fb dove mostrava la sua posizione e si lamentava perché si trovava lì a quell’ora da solo e con una borsa piena di spranghe, era stato sorpreso dalla polizia sotto una pensilina. Non aveva l’ombrello e si riparava dalla pioggia. Logicamente le mazze erano state sequestrate e il disoccupato era stato denunciato all’autorità giudiziaria con la procura che ne aveva chiesto il rinvio a giudizio.
PERIZIA PSICHIATRICA
La palla quindi è passata al giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri.
Che si è trovata - assieme alla memoria difensiva presentata dai legali dell’indagato - allegata anche una consulenza del professor Mauro Mauri, docente di psichiatria dell'università di Pisa. Nella perizia si fa riferimento a disturbi della personalità dell’indagato e ci si interroga sulla capacità di intendere e di volere almeno in quella circostanza. Una perizia che mette in evidenza l’esasperazione di un evento negativo capitato proprio al soggetto indagato (il furto della sua bicicletta forse opera di un extracomunitario) che, unita alla patologia esistente, lo ha portato ad esacerbare i toni ed esagerare i modi.
RINVIO E CONSULENZA
A questo punto il gup ha deciso di nominare a sua volta un perito che verrà nominato la prossima settimana e che dovrà rispondere verificare l’effettiva patologia e la capacità di discernimento nella circostanza indicata. Con ogni probabilità entro gennaio 2021 con il deposito della perizia psichiatrica il giudice deciderà se rinviare o meno a giudizio il quarantatreenne lucchese. —
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