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Lucca

Tasse, scatta la protesta dei ristoratori: «Ingiusta la tariffa per i rifiuti»

barbara antoni
Tasse, scatta la protesta dei ristoratori: «Ingiusta la tariffa per i rifiuti»

Stefani (Fipe): «Non si possono pagare adesso le stesse quote di quando si incassava, interrogheremo il Comune»

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LUCCA. Di una cosa Benedetto Stefani, presidente proviciale della Fipe, il sindacato dei ristoratori di Confcommercio, è convinto: questa nuova ondata dell’epidemia causerà tante morti fra gli esercizi commerciali, in special modo nella categoria dei pubblici esercizi. Per i ristoranti, in particolare, ci saranno tanti problemi cui far fronte: uno, assolutamente non trascurabile, sarà quello delle tasse da pagare, a maggior ragione in un anno in cui il lavoro è andato a ritmo alterno.

«Come è possibile - domanda Stefani - pagare le tasse uguali all’anno scorso se invece in questo 2020 si è lavorato e incassato molto di meno?». Nel mirino, per Stefani, c’è in primo luogo la tassa sui rifiuti. «Con la mia associazione - continua - stiamo pensando di chiamare a raccolta tutti gli iscritti della nostra categoria per invitarli a individuare tre - quattro domande da rivolgere al Comune e a Sistema Ambiente in materia di tassa sui rifiuti. Partendo ad esempio dai trimestri: nel primo quanto abbiamo lavorato? e nel secondo? Il terzo per tutti è andato bene, ma il quarto? come è possibile pagare la stessa tassa sui rifiuti come nel 2019 se i rifiuti quest’anno non li abbiamo prodotti. Per tutta risposta ci viene detto che i mezzi per il ritiro sono passati ugualmente, ma le quantità ritirate sono state molto inferiori».

Stefani spiega anche che, a onor del vero, «a noi ristoratori è stato proposto di chiedere una riduzione della metà sulla parte variabile della tassa: non l’ha fatto quasi nessuno, perché questa diminuzione è di un importo irrisorio. Quello che pesa, nella tassa sui rifiuti, è la parte fissa. Per quello che riguarda la mia attività, ho cercato di fare un calcolo: ogni coperto a tavola porta con sé una spesa di cinquanta centesimi almeno per la tassa sui rifiuti. Il fatto è che negli ultimi anni questo costo è raddoppiato, e adesso dobbiamo farcene carico anche senza avere prodotto quelle quantità di rifiuti». Qualche ristoratore, rivela il presidente provinciale di Fipe, ha chiesto la rateizzazione della tassa di quest’anno, che anche per una piccola attività comporta una spesa di diverse migliaia di euro. «Ma se ti accordano le rate, ci sono interessi di mora molto alti da pagare», sottolinea Stefani. E così non esclude che qualcuno, tra i suoi colleghi, possa cercare anche il ricorso alle vie legali per una tassa che, secondo i ristoratori, è incongrua. «Non è giusto pagare servizi di cui non si è usufruito - aggiunge -. In questo periodo poi, è molto pesante. Già abbiamo dovuto pagare le bollette rinviate dal lockdown di inizio anno e adesso si sovrappongono anche quelle per i rifiuti. Se il guadagno manca, come possiamo fare fronte alle stesse spese di quando i guadagni c’erano?».

Andando di questo passo, «saranno tanti i ristoranti a morire - conclude -. Adesso stiamo vivendo dei risparmi che abbiamo potuto mettere da parte nel tempo. E chi non ce l’ha fatta ad accantonare riserve? Da domani (oggi, ndr) si ricomincia con l’asporto. Ma fino a quando? Ci aspettiamo un nuovo lockdown totale». —

barbara antoni


 

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