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Giani: lavoriamo per i posti all’ex ospedale Presto i sopralluoghi decisivi per i 120 letti

Giani: lavoriamo per i posti all’ex ospedale Presto i sopralluoghi decisivi per i 120 letti

Da capire il ruolo di Barga. Remaschi: «Lasciamo le piccole strutture territoriali come presidi per i cittadini»

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«A Lucca stiamo cercando di realizzare 120 nuovi posti letto completamente attrezzati per pazienti Covid nel padiglione A del Campo di Marte, valorizzando così una struttura pubblica sanitaria non più utilizzata». A scriverlo, su Facebook, è il presidente della Regione Eugenio Giani, dopo la notizia anticipata due giorni fa dal nostro giornale e precisata ieri dall’assessore regionale Stefano Baccelli.

Giani, che nei prossimi giori potrebbe anche effettuare un sopralluogo di persona al Campo di Marte, spiega che «stiamo adeguando impianti e sistemando postazioni con l’ossigeno in più parti della regione per offrire 1.500 posti letto e affrontare al meglio questa seconda ondata». Ieri il presidente della Regione ha firmato l’ordinanza che trasforma l’ex Creaf di Prato in ospedale Covid. Un intervento che si spera di finire entro 30 giorni. Un lasso di tempo che per il Campo di Marte potrebbe anche essere più breve, considerando la destinazione sanitaria del complesso.

Da capire se l’attivazione dei 120 posti all’ex ospedale di Lucca conviverà con la trasformazione di parte dell’ospedale di Barga in Covid-hospital. L’intenzione della Regione sembra essere questa, ma il sindaco di Coreglia Marco Remaschi ribadisce una posizione diversa. «È da una settimana che lo dico: utilizziamo il Campo di Marte come presidio Covid e lasciamo i piccoli ospedali zonali come presidi di sanità territoriale per i cittadini. Leggo che Asl e Regione Toscana stanno continuando a lavorare per creare un reparto Covid nei nostri piccoli ospedali, in particolare in quello di Barga, riconvertendo i posti di Medicina generale. Questa è anche la linea uscita dall’ultima conferenza sulla sanità. Io continuo a dire “no”. E continuo a ripetere che la soluzione c’è e si chiama Campo di Marte - spiega il sindaco -. Prima di convertire i nostri ospedali zonali, che rappresentano un punto di riferimento per la sanità territoriale delle nostre comunità, prima di destinare il personale medico attualmente presente ai pazienti Covid, quando già i reparti tradizionali sono in sofferenza di personale medico e sanitario, la strada da percorrere è quella di concentrare il massimo delle risorse nell’ex ospedale di Lucca. Spazi grandi, ingressi indipendenti, sale già predisposte per accogliere i pazienti Covid che non necessitano più di assistenza h24 e della terapia intensiva».

Secondo Remaschi, «non possiamo gestire l’emergenza con gli stessi strumenti di sempre. Ci vogliono più risorse, ci vuole la volontà chiara di assumere personale sanitario dedicato all’emergenza Covid e ci vuole anche l’unità necessaria per capire che i presidi ospedalieri zonali, quelli a servizio dei cittadini che vivono nelle aree maggiormente periferiche, non possono essere sacrificati, perché poi ci troveremo nella grave situazione di non poter più garantire le cure per tutti i malati, anche quelli non-Covid. Dobbiamo inoltre permettere agli attuali medici e infermieri di alleggerire il carico di lavoro, che è incessante nei pronto soccorso, nei reparti e anche nei dipartimenti d’igiene e prevenzione, dove il sistema dei tamponi e del tracciamento, nella provincia di Lucca, è indietro di una settimana a causa proprio della carenza di personale - conclude il sindaco - C’è necessità urgente di reintegrare sul nostro territorio il personale che processa i tamponi, al fine di ridurre le attese, distribuire l’impegno e consentire ai cittadini di non restare per giorni e giorni in balia degli eventi. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo». —

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