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Covid e solidarietà, negozio di Lucca regala cibo a chi è in difficoltà. Ma cambia regole per fermare il "furbetto"

Rossella Lucchesi
Covid e solidarietà, negozio di Lucca regala cibo a chi è in difficoltà. Ma cambia regole per fermare il "furbetto"

Torna l’iniziativa del "Mercatino" di via San Paolino ma con una differenza rispetto al precedente lockdown: «Con il cesto fuori c’era chi se ne approfittava. Ora invito a venire in negozio»

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LUCCA. Durante il lockdown, ogni sera, prima della chiusura del mercatino di generi alimentari che gestisce da trent’anni in via San Paolino, a pochi passi dalla casa natale di Giacomo Puccini, insieme alla moglie Lucia Lencioni e alla fedele collaboratrice Laura Angeli, Walter Brondi appendeva alla saracinesca fuori dal negozi, un cesto di vimini pieno di sacchettini di pane e focacce invenduti nella giornata, a disposizione di chi, a causa dell’emergenza Covid, si trovava in difficoltà economiche e faticava persino ad acquistare il pane quotidiano. Un messaggio inciso su un pezzo di carta gialla attaccato al manico recitava “per chi vuole pane”. Molti ne approfittarono per necessità, ma qualcuno lo interpretò a modo suo, infischiandosi delle motivazioni che avevano portato a questo gesto di generosità.

E, a un certo punto, il titolare dell’esercizio commerciale fece un brusco passo indietro. Tolse il cestino e decise di regalare il pane rimasto direttamente a coloro che sapeva in situazioni di difficoltà. «Mi sono accorto - commenta - che al cesto attingevano anche persone benestanti che non necessitavano di un atto di solidarietà per mettere il pane in tavola e, senza vergogna, arrivavano come falchi affamati, portandosi via ciò che avrebbe dovuto saziare famiglie indigenti, anziani e bambini». Ci furono anche professionisti ad approfittarsi della generosità di Walter.

Adesso che l’emergenza sanitaria si è ripresentata, il signor Brondi ha pensato bene di continuare ad aiutare il prossimo - lo fa da sempre anche attraverso la parrocchia di San Paolino - «ma, dice, stavolta si cambia sistema. A beneficiare dell’iniziativa saranno soltanto le persone bisognose, alle quali chiedo di presentarsi in negozio ogni giorno (domenica esclusa) dopo le 19 per ritirare non solo il pane avanzato, ma anche cibi freschi come latte, ricotta e prodotti giornalieri della gastronomia invenduti».

Quel signore elegante di mezza età che aspettava la chiusura del mercatino per fiondarsi in tutta fretta davanti al negozio e portarsi il pane gratis a casa, probabilmente non si farà più vivo. A meno che non abbia deciso di dirottarsi altrove. Stavolta per prelevare pizzette, pasticcini e brioches e assicurare il dessert e la colazione anche alla propria famiglia. Perché, come recita un vecchio saggio “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”. A destare il sospetto, le dichiarazioni di Saverio e Sara Rossi, titolari della vicina pasticceria Pasquinelli che da qualche giorno, dopo la chiusura delle 18 imposta dalle normative attuali, appendono fuori dalla vetrina sacchettini con paste e tramezzini invenduti, invitando ad attingervi solo chi ne ha bisogno.

«Abbiamo preso questa decisione - spiegano - dopo esserci accorti che alcune persone rovistavano nel sacco dell’immondizia, alla ricerca di qualcosa ancora mangiabile. Meglio regalare che gettare nei rifiuti, ci siamo detti, ma non immaginavamo la sorpresa che ci avrebbe lasciati di sasso. Qualche sera fa - continuano - stavamo uscendo dopo aver sistemato il locale, quando abbiamo intravisto un uomo ben vestito (la descrizione corrisponde a quella fatta dal signor Brondi) allontanarsi a passo svelto con i sacchetti destinati ai bisognosi. Non sappiamo chi esso sia - concludono - ma speriamo che non abbia il coraggio di riprovarci, perché si tratta di un gesto meschino». Intanto Sara, la figlia dei titolari, ha deciso di vigilare per guardarlo in faccia». —

rossella lucchesi
 

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