Sicurezza
Ad Altopascio 4 centraline per misurare la qualità dell’aria
altopascio
È in corso l’installazione da parte dell’Istituto per la Bioeconomica del Cnr, nell’ambito del progetto “Veg-Pm10 Azioni multidisciplinari e integrate per il monitoraggio e la riduzione del particolato atmosferico nella piana lucchese”, delle 4 centraline della qualità dell’aria che andranno a monitorare e a leggere in tempo reale i dati relativi a polveri sottili Pm10 e Pm2.5, ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio e Co2, sul territorio altopascese. Le prime due, già installate, sono state posizionate in piazza Vittorio Emanuele e in piazza del Porto. Le prossime due, invece, sono previste nell’area industriale di Altopascio e nell’area del cimitero di Badia Pozzeveri, quest’ultima identificata come area rurale. Il progetto, finanziato per 180mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, prevede, nella prima fase, l’installazione di una rete in grado di monitorare tutti i principali inquinanti atmosferici, sull’intero comprensorio lucchese, per un totale di sedici centraline (4 per ogni comune aderente: Lucca, Porcari, Capannori e Altopascio). I dati raccolti verranno poi utilizzati per la definizione di strategie di mitigazione attraverso l’utilizzo di piante e alberi più adatti a migliorare la qualità dell’aria in una zona, quella di Altopascio e della Piana lucchese, che soffre da tempo per l’alto livello di polveri sottili.
«Anche nel 2019 la Piana di Lucca si è vista assegnare la maglia nera nella classifica regionale del Pm10: questo è un problema che merita attenzione e nuovi strumenti per risolverlo – spiegano il sindaco Sara D’Ambrosio e l’assessore Daniel Toci – è un’azione integrata che prevede interventi complementari, da parte del Comune, che si muovono tutti nella direzione di migliorare la vivibilità del nostro territorio, Altopascio e Piana in generale: il percorso per la realizzazione del sottopasso ferroviario, i fondi per preparare il progetto per il completamento della circonvallazione, gli interventi per la forestazione del territorio, gli incentivi per sostituire gli impianti di riscaldamento e per acquistare biotrituratori. Il progetto fa leva sul potere purificatore delle piante e lo scopo principale è quello di individuare gli alberi più adatti al microclima della Piana. A conclusione dello studio, i risultati saranno condivisi con la popolazione e alcune specie vegetali saranno piantate in via sperimentale».
Nel progetto sono coinvolti il Dipartimento di biologia e quello di scienze e tecnologie agrarie dell’Università di Firenze, il Cnr, l’Arpat e il Dipartimento di ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa. —
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