Il Tirreno

Lucca

la denuncia 

«Rischiano di perdere le lezioni perché il tampone è in ritardo»

F.S.

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Sono in attesa del risultato del tampone del figlio ormai da quattro giorni. Dopo che un compagno di classe è risultato positivo al coronavirus, lunedì 2 novembre il bambino è stato sottoposto al test molecolare al Campo di Marte ma del referto ancora non c’è traccia. Una situzione in cui si trovano, in questi giorni, anche altri studenti della stessa classe e più in generale tante famiglie lucchesi “appese” a ritardi più o meno lunghi accumulati dall’Asl nell’analisi dei tamponi e di conseguenza nella refertazione. Famiglie costrette magari anche a prolungare la quarantena inutilmente con tutto ciò che questo comporta: genitori che perdono giorni di lavoro, bambini e ragazzi che perdono giorni di scuola.

«Abbiamo saputo - racconta il padre del bambino che frequenta l’Alighieri e che parla anche a nome di altri genitori di studenti della stessa classe in quarantena - che ci vorranno ancora altri cinque o sei giorni prima di avere il referto e questo significa che i bambini potrebbero perdere ancora giorni di scuola. Per poter rientrare lunedì 9 novembre, come è stato previsto, il referto deve arrivare al massimo domenica. Ma poi mi domando: che senso ha fare un tampone e avere il risultato dopo una settimana? Noi chiediamo che questi referti vengano annullati perché non hanno valore e che i nostri figli possano rientare a scuola dopo 14 giorni di quarantena». La procedura infatti, in caso di contatto con un positivo e assenza di sintomi riconducibili al coronavirus, prevede due strade per il rientro in comunità: fare il tampone dopo dieci giorni di quarantena - tampone che ovviamente deve risultare negativo - oppure l’uscita dopo 14 giorni di quarantena senza tampone. Ma il rischio è che questi ritardi nell’analisi dei tamponi rendano del tutto inutile la possibilità ad esempio, di poter eventualmente uscire qualche giorno prima dalla quarantena.

«E poi ribadisco cosa ce ne facciamo di un risultato, positivo o negativo che sia, a distanza di una settimana? - si domanda ancora il genitore - se fosse stato positivo saremmo stati già nei tempi per fare il secondo tampone e verificare se c’era stata la negativizzazione. Senza contare che in una settimana ci si può ammalare come perdere la positività. Dall’Asl ci avevano detto che al massimo avremmo avuto il risultato in 48 ore e così non è stato - continua - se chiami per avere delle informazioni nessuno ti dà delle risposte. Ritengo che la situazione sia molto grave e ci vogliono delle persone che si prendano delle responsabilità. A questo punto vogliamo che i bambini possano rientrare a scuola nei tempi previsti e che il referto venga annullato. Se il 9 novembre non potranno rientrare come tutti gli altri perché il risultato non è arrivato, il loro diritto allo studio sarà leso e questo non è giusto». —

F.S.

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