Il Tirreno

Lucca

il presidente dell’ordine Quiriconi  

«Costretto ad annullare le sedute programmate per le vaccinazioni»

Luigi spinosi
«Costretto ad annullare le sedute programmate per le vaccinazioni»

«Dalla Regione concesse 22mila dosi  Vuol dire appena 19 per ogni farmacia»

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LUCCA

«Sarà il caos». Non usa giri di parole il presidente dell’Ordine dei medici si Lucca Umberto Quiriconi a proposito dell’ultima direttiva della Regione Toscana che dispone la consegna dei vaccini antinfluenzali. Il tutto in un momento particolarmente delicato. Il vaccino serve sempre, ma soprattutto serve adesso, in un momento in cui evitare l’influenza vuol dire anche evitare di confondere sintomi di una malattia di stagione con quelli più preoccupanti del Covid. Limitando non solo paure, ma anche accessi impropri a strutture sanitarie già oberate. E questo le persone lo hanno capito, visto il boom di richieste di essere vaccinati che arrivano ai medici di famiglia. Una richiesta forte come non si vedeva da anni, e nonostante quello attuale sia un periodo di certezze messe in dubbio da teorie complottistiche antivaccinali più o meno deliranti.

Peccato però che a quella richiesta chi di dovere (in questo caso la Regione Toscana) non sia in grado di rispondere. O, meglio, una risposta la dà, ma è decisamente inadeguata, per usare un eufemismo.

«La delibera regionale fresca fresca – commenta Quiriconi – stabilisce l’erogazione dei vaccini per le farmacie territoriali». Perfetto. Ma dove sta il problema? Nel numero: 22mila dosi che dovrebbero essere distribuite dalle farmacie a chi si presenta con la ricetta. Solo che quel 22mila, diviso per le farmacie presenti, dà un numero completamente scollegato dalla realtà. «In pratica – riprende il presidente dell’ordine – dovrebbero esserne erogate 18/19 per farmacia. Un numero assolutamente inadeguato. Sarà il boom alle farmacie. Resta da capire, visto che la delibera non è chiarissima, se quelle dosi sono un qualcosa in più rispetto al “tesoretto” promesso dalla Regione o se si tratta proprio del “tesoretto”. L’impressione è che siamo difronte alla seconda ipotesi».

Che si tratti di una quantità inadeguata lo dimostra il fatto che quella fornitura è addirittura inferiore a quella di un “turno medio” di vaccinazioni di un medico di famiglia, come dimostra l’esperienza dello stesso Quiriconi, comune a praticamente tutti i suoi colleghi. E per i quali, anche qua, mancano i vaccini: «Siamo bloccati – conclude – non abbiamo le dosi a disposizione. L’altro giorno dovevo vaccinare 20 persone, ma sono stato costretto a chiamarle il giorno prima per annullare tutto, perché i vaccini non erano arrivati. Adesso ho in programma un’altra seduta di vaccinazioni, e non ho ancora ricevuto le dosi. Aspetterò fino alla sera del giorno prima e, se nel frattempo non arrivano i vaccini, dovrò ancora chiamare i miei pazienti uno per uno per disdire gli appuntamenti. Siamo disperati». —

Luigi spinosi

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