Case di riposo, drive-thru e Usca Il lavoro “sotterraneo” sul territorio
Ecco cosa fanno medici e operatori al di fuori dell’ospedale Molti sono giovani e sono ogni giorno a contatto con i cittadini
il colloquio
La buona notizia è arrivata proprio nelle ultime ore. Non ci sono casi di positività nell’ultimo “giro” di tamponi rapidi antigenici che sono stati effettuati all’interno delle Rsa della Piana di Lucca. «Non ci sono situazioni particolari - spiega Luigi Rossi, responsabile della zona distretto della Piana – e contiamo entro una decina di giorni di poter risolvere anche il caso della struttura dove si era verificato un focolaio».
Il riferimento di Rossi è alla Rsa “Alba Serena” di Maggiano, dove 35 ospiti e 13 operatori risultarono contagiati, con il risultato di far passare la struttura sotto il “controllo” dell’Asl. Ma questa situazione - con il rientro degli operatori negativizzati - dovrebbe finire tra poco. «Abbiamo anche inviato una “squadra Covid” - continua Rossi - a verificare le condizioni di salute degli anziani». Per il resto la seconda ondata ha per il momento “risparmiato” le altre strutture, anche le più grandi come Pia Casa, Monte San Quirico e Marlia.
i tamponi
Ma l’attività della “medicina del territorio” coordinata da Rossi non si esaurisce certo con i controlli nelle case di riposo. Una buona fetta del lavoro è quella effettuata al Campo di Marte, con i tamponi eseguiti in “drive thru”. «In questa mansione - precisa Rossi - sono impiegati soprattutto ragazzi e ragazze giovani: si tratta di 12 infermieri e di 4 oss che lavorano sette giorni su sette».
La media di tamponi che riescono a eseguire è ormai assestata nelle ultime settimane a 500 il giorno. Ed è sceso anche il tasso di assenteismo, cioè di persone che pur avendo prenotato non si presenta: «Siamo sotto il 10%», spiega Rossi. Certo, il servizio funziona. Il problema è dopo, quando bisogna attendere il referto che non arriva. «Ci sono stati dei problemi con i materiali negli ultimi giorni - ammette Rossi - ma ora sono arrivati e la situazione si dovrebbe normalizzare».
le cure intermedie
Al Campo di Marte è attiva un’altra struttura che ha ricoperto un ruolo importante, sia nella prima che nella seconda ondata: «Abbiamo allestiti 28 letti di cure intermedie Covid», spiega Rossi. Si tratta di pazienti che non hanno più problemi tali da rimanere in ospedale ma che ancora non sono negativizzati o che comunque non possono rientrare nelle proprie abitazioni. «Di fatto sono sempre pieni - continua il responsabile -. La degenza media ora è diminuita rispetto alla primavera, soprattutto perché escono dall’ospedale in condizioni migliori: si tratta comunque di 2-3 settimana, un dato in linea con la degenza in cure intermedie dei pazienti non Covid. Poi capita anche che chi esce da qui passi un periodo proprio fra i non contagiati, ma sempre al CAmpo di Marte».
le usca
Nel reparto di cure intermedie per i pazienti Covid opera anche una delle Usca, le unità specialità di continuità assistenziali. In totale si tratta di 12 medici che, oltre che al Campo di Marte, lavorano sul territorio (tre Usca) e nelle Rsa (una unità dedicata). «Anche in questo caso abbiamo avuto più personale - dice Rossi - che ci ha consentito, rispetto alla prima fase, di avere una Usca in più sul territorio e quella per le Rsa».
gli alberghi sanitari
Sotto la zona distretto ricade anche la competenza sugli alberghi sanitarie: le strutture dove vengono ospitate le persone contagiate che non hanno bisogno del ricovero in ospedale ma chenon possono restare nelle proprie abitazioni. «Per il momento riusciamo a farcela con i 20 posti all’hotel Bernardino e i 14 a Villa Rinascimento -: sono sempre occupati e siamo riusciti a fare una buona rotazione. L’Asl ha fatto una manifestazione di interesse, che può essere utile nel caso che la situazione cambi repentinamente, cosa che non può essere esclusa». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google