Il dolore
«Sul set con Proietti: fu un’esperienza unica per me»
L’attrice e regista lucchese Cristina Puccinelli ripercorre la sua esperienza a fianco del grande protagonista scomparso a ottant’anni
Barbara Antoni / lucca
Era il 2012, il set era allestito a Verbania. Si girava il film per la tv “Il signore della truffa”, per la regia di Luis Prieto: il ruolo di protagonista era assegnato a un grandissimo attore, Gigi Proietti, scomparso ieri, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. In quel film Proietti vestiva i panni di Federico Sinacori, soprannominato dalle polizie di mezza Europa "il signore della truffa", un tipo che da oltre vent'anni aveva fatto perdere misteriosamente le sue tracce e viveva in un condominio di Verbania spacciandosi per Nicola Persico, generale della finanza in pensione. Per una congiuntura del destino, si sarebbe ritrovato a organizzare una nuova truffa quando i condomini, gabbati a loro volta da una finanziaria e a rischio di perdere le loro abitazioni, avrebbero chiesto il suo aiuto.
Cristina Puccinelli, attrice e regista lucchese, una delle anime del Lucca Film Festival, era una delle attrici più giovani del cast del “Il signore della truffa”: impersonava, come altri, il ruolo di una condomina. Per lei fu un’esperienza unica e quasi la materializzazione di un sogno che nutriva fin da piccola, quando già sognava di diventare attrice: quello di recitare al fianco di Gigi Proietti.
«È passato parecchio tempo da quel set - ricorda oggi Cristina Puccinelli -. Fu bellissimo lavorare con Gigi Proietti, l’ho sempre amato fin da quando ero piccola. Era uno degli ultimi capocomici. Sul set, dava consigli a tutti, e provava di continuo il suo ruolo».
Dopo le lunghe ore sul set, c’erano le cene con tutto il cast: e Proietti era sempre il protagonista, il mattatore. «La sera a cena - continua il ricordo - raccontava un’inifinità di barzellette: era un attore sempre. Stavamo fino a tardi a ridere: non perdeva l’occasione, in quei contesti, di proporci i suoi sketch più famosi. Non smentiva mai la sua grandezza: a partire da quando facemmo la prima lettura del copione. Lui aveva un altro passo, si smarcava da tutti. Eppure nel cast c’erano attori già molto affermati, come Edoardo Leo, Maurizio Casagrande, Juan Diego. Ma quando c’è uno di quel calibro... Ero innamorata di Gigi Proietti da quando avevo tre anni».
Da una parte l’attore generoso, e in parallelo l’uomo. «Proietti - continua Cristina Puccinelli - era una persona molto semplice e di grande umanità. Era molto appassionato del suo lavoro: questo si percepiva facilmente. Faceva l’attore costruendo i suoi personaggi pezzo per pezzo: un lavoro artigianale. Attori come lui credo che non ne esistano più oggi, forse è stato l’ultimo. Di lui ricordo la sua obiettività nel lavorare e sempre quel tocco, e quel guizzo che lo rendevano unico. Con la sua scomparsa, va via uno dei più grandi. Ho imparato tantissimo lavorando con lui e con grande affetto ricordo che faro è stato per tutti». —
altri servizi alle pagg. 17 e 18
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