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cronaca

Plasma iperimmune e sangue totale: il cuore dei donatori non delude

Rosaria Bonini, direttrice del Centro Trasfusionale di Lucca

Lieve calo di donazioni a Lucca, boom a Barga e bene Castelnuovo. Molti guariti dal Covid vogliono aiutare i malati attuali


03 novembre 2020 barbara antoni


LUCCA. Il grande cuore dei donatori non si è smentito durante la pandemia. Le donazioni totali nei primi dieci mesi del 2020 sono diminuite all’ospedale di Lucca di appena 19 unità, mentre al San Francesco di Barga sono aumentate di 202 e al Santa Croce di Castelnuovo di 21. E si sono moltiplicate, tra le persone guarite dal Covid, le offerte di donare il proprio plasma (iperimmune) per le infusioni ai malati: in tutto 21 donazioni, un numero importante. Questi dati sono gentilmente forniti dalla dottoressa Rosaria Bonini, direttrice del Centro Trasfusionale di Lucca. «All’inizio della pandemia - spiega - abbiamo registrato un calo di donazioni, molti avevano paura a venire in ospedale. Ma al nostro appello, hanno subito risposto. I donatori dimostrano sempre generosità e hanno mantenuto la loro frequenza. Con l’inizio della pandemia i bisogni di sangue si erano ridotti, perché gli interventi di elezione erano stati in parte spostati. Ma i pazienti che consumano più sangue - anziani, malati cronici e neoplastici - continuano ad esserci. Grazie ai donatori abbiamo retto».

I numeri

Nei primi dieci mesi del 2020, al centro trasfusionale del San Luca, ci sono state 8.041 donazioni totali (di cui 5.721 di sangue intero, 2.173 di plasmaferesi, 147 multicomponenti):19 in meno dei primi dieci mesi del 2019. Al San Francesco quest’anno c’è stato un boom di donazioni: 2.053 totali (di cui 1.615 di sangue intero e 408 di plasmaferesi): 202 più dello stesso periodo dell’anno scorso. Al Santa Croce di Castelnuovo, 1.774 donazioni totali (di cui 1.379 di sangue intero e 395 di plasmaferesi): 21 in più dei primi dieci mesi del 2019.

Plasma iperimmune

«Sono tanti gli aspiranti donatori di plasma iperimmune - spiega la dottoressa Bonini -. Chi è passato dal Covid, si è sentito in dovere di contribuire alla guarigione di altri malati. Per donare però ci sono alcune restrizioni: non possono donare plasma iperimmune le donne che hanno avuto una gravidanza né chi ha subito una trasfusione in passato».

Il plasma inoltre deve essere prelevato in un determinato periodo dalla guarigione da Covid (in teoria quattro mesi, ma il periodo spesso dipende dal soggetto) quello in cui i suoi anticorpi hanno ancora un titolo neutralizzante (almeno di 1 a 160), come spiega la responsabile del Centro Trasfusionale di Lucca:col tempo il titolo diminuisce. «Da noi abbiamo avuto 21 donazioni di plasma iperimmune: ognuna è di 600 millilitri che vengono frazionati in tre sub-unità. Una è sufficiente per trattare un paziente». Grazie ai donatori, ex malati di Covid guariti, altri malati sono migliorati e guariti. L’Asl lucchese, aggiunge Bonini, fa parte del protocollo nazionale Tsunami, che studia gli effetti del trattamento con plasma iperimmune. Si attendono i risultati dello studio. finora, dal trattamento «abbiamo avuto una buona risposta». —


 

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