L’Asl: i pazienti Covid anche a Barga. Ma i sindaci della Valle fanno muro
Pioli, Campani e Tagliasacchi: «No a scelte calate dall’alto, vogliamo capire il piano». Remaschi: «Usare il Campo di Marte»
LUCCA. L’ospedale San Francesco di Barga diventerà una struttura che ospiterà i pazienti Covid. Lo ha ufficializzato la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, spiegando che i ricoveri hanno superato quota 1.300: questo significa entrare nel livello III del piano della Regione e, quindi, cominciare ad attivare i piccoli presidi. In particolare, oltre a Barga, Pontremoli, Fivizzano, Volterra, Cecina e Piombino.
Una decisione - come anticipato dal Tirreno - che non piace ai sindaci della Valle. «È una soluzione che al momento ci preoccupa molto e che intendiamo approfondire preventivamente con l’azienda sanitaria,perché tali decisioni non possono essere calate dall’alto, considerando che i presidi come i nostri, non hanno adeguati spazi per poter garantire percorsi separati covid- no covid». Queste le parole di Francesco Pioli, sindaco di Villa Collemandina e presidente dell’articolazione zonale della conferenza dei sindaci per la sanità della Valle del Serchio. Con lui i sindaci dei comuni dove sono presenti i due presidi ospedalieri di Barga e Castelnuovo, Caterina Campani e Andrea Tagliasacchi. «Venerdì mattina ci sarà, con la partecipazione dell’Azienda sanitaria, la conferenza aziendale dei sindaci- proseguono i tre primi cittadini -, in cui immaginiamo che verrà discussa tale questione, ma per quanto ci riguarda abbiamo chiesto un confronto diretto tra i sindaci dell’conferenza zonale della Valle del Serchio e l’azienda sanitaria. Per questo a inizio settimana convocheremo una specifica conferenza. Attualmente sul coinvolgimento dei piccoli presidi non c’è un progetto specifico e noi invece vogliamo capire bene quale è il piano aziendale, la proposta di organizzazione di questi presidi da parte della Asl Toscana Nord Ovest».
Contrario alla decisione dell’Asl è anche il sindaco di Coreglia Marco Remaschi, che si rivolge a Casani e all’sessore regionale alla sanità Simone Bezzini: «Prevedere bolle Covid nei piccoli ospedali dei territori periferici significa non garantire le prestazioni sanitarie ordinarie, ugualmente importanti, su quegli stessi territori. Gli ospedali di Barga, di Castelnuovo, così come gli altri presidi ospedalieri zonali della Toscana, non sono la soluzione: la soluzione è rappresentata dalla capacità di creare nuovi posti letto e prevedere nuovo personale medico e infermieristico, riattivando i vecchi ospedali oggi inutilizzati, a partire, per esempio, dal Campo di Marte, che potrebbe accogliere i pazienti Covid prima della loro completa guarigione».
Gli ospedali zonali, come per esempio quelli di Barga e Castelnuovo, dice Remaschi, «hanno già carenza di personale e sono strutturalmente adeguati ai territori su cui operano. Portare qui malati Covid significa impiegare il personale presente per quel tipo di percorso assistenziale, andando quindi a toglierlo agli altri reparti, che oggi svolgono invece una funzione essenziale per il mantenimento della sanità pubblica territoriale». —
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