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«Contagi negli uffici pubblici» Il sindacato:«Misure di protezione»
Maggiolo (Fp Cgil) fa appello ai Comuni affinché uniformino i protocolli e dispongano lo smart working
lucca
Contagi fra gli impiegati delle pubbliche amministrazioni. A renderlo noto è la Funzione Pubblica Cgil di Lucca, attraverso la segretaria Lorena Maggiolo, che chiede a tutti gli enti di uniformare i protocolli anti contagio per i propri dipendenti. In questo ambito, elenca una serie di punti. A partire dall’aggiornamento periodico dei protocolli anticontagio, convocando o costituendo dove non esistesse, per verificare che sia applicato correttamente; chiedono di mettere in atto tutte le misure a tutela dei lavoratori, la distribuzione giornaliera dei dispositivi di protezione per il personale e la formazione dello stesso per i rapporti con il pubblico, l’applicazione del lavoro agile per non gravare sul sistema dei trasporti, la promozione di test sierologici a cadenza periodica, la sanificazione professionale e giornaliera degli ambienti e interventi di sanificazione straordinaria in presenza di casi Covid.
«La recente normativa sull’adozione di misure urgenti per contenere l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e i Dpcm specifici - spiega infatti Maggiolo - richiedono a tutte le pubbliche amministrazioni di adeguare l’organizzazione del lavoro e l’erogazione dei servizi al cittadino, anche commisurando la percentuale di personale che effettua la prestazione in modalità di lavoro agile all’evolversi della situazione, nonché alla durata dello stato di emergenza. Il Decreto ministeriale del 19 ottobre ha ribadito che i pubblici dipendenti alternano giornate lavorate in presenza a giornate lavorate da remoto, sempre che, dalla ricognizione dei processi di lavoro effettuata da ciascuna amministrazione, risulti che gli stessi possano essere svolti in modalità agile e che non si tratti di servizi da erogare alla cittadinanza in presenza».
Ad oggi però, «la situazione sul territorio della nostra provincia è molto diversificata tra enti ma sembra prevalere l’orientamento per cui solo la presenza fisica nella sede di lavoro garantisca il servizio. A fronte di alcuni enti che monitorano e reindirizzano la loro organizzazione quasi settimanalmente, ci sono enti che non hanno adottato alcun vero atto o lo stanno adottando in fretta e furia quando, ormai sempre più frequentemente, ci sono casi Covid all’interno degli uffici. Spesso non esiste un documento di valutazione dei rischi aggiornato e diffuso tra i lavoratori, non è presente un medico competente che monitora attentamente le varie situazioni e interviene in maniera puntuale sulle condizioni di fragilità del personale, non si interviene tempestivamente con le sanificazioni». Secondo la segretaria Maggiolo, «tutto ciò è inaccettabile e i sindaci e gli amministratori locali devono capire che è il momento di cambiare passo: la sanità toscana non può accollarsi anche l’incapacità organizzativa delle pubbliche amministrazioni. Gli ambienti di lavoro pubblici, come quelli privati, non devono essere luoghi di contagio e di trasmissione del virus». —
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