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Lucca

il progetto  

Sorgerà una piccola città la dove c’era l’Alce

; Emanuela Ambrogi
Sorgerà una piccola città la dove c’era l’Alce

Pubblichiamo in esclusiva il piano elaborato dall’architetto Massimo Rocco  per la proprietà dell’area: oltre 100mila metri quadri all’ingresso di Fornoli

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bagni di lucca

Diventerà una vera e propria cittadella nel verde la grande area che, per oltre un secolo, è stata occupata dallo stabilimento Alce, la fabbrica dei “francesi” Varraud e Parret, aperta all’inizio del Novecento per produrre tannino e oggi un sito industriale dismesso. La grande porzione di territorio all’ingresso di Fornoli, alla confluenza della Lima con il Serchio, occupa 105mila metri quadri per i quali, in accordo con l’amministrazione comunale, la società capogruppo proprietaria, la Silvateam di Mondovì, ha predisposto un piano di rigenerazione urbana collegato al piano strutturale intercomunale.

La proposta, curata dall’architetto Massimo Rocco, dello studio Rocco e Puccetti, punta su un mix di funzioni in quello che sarà non più una spoglia area industriale dismessa, ma un grande polmone verde a servizio di tutto il territorio circostante. L’area della ex Alce accoglierà attività artigianali, residenze, negozi di vicinato e di media distribuzione, uffici, attrezzature sportive e parco giochi, zone per la pesca e il turismo fluviale, ristorazione, servizi tecnologici e molto verde pubblico attrezzato, con tanto di percorso pedonale. Il piano di rigenerazione urbana ora è sul mercato, ma la proprietà dell’area non punta su un solo grande operatore immobiliare, bensì su più soggetti interessati a realizzare e insediarsi nelle diverse zone del progetto. Come dice Maurizio Varraud, delegato dalla proprietà alla attuazione del piano di rigenerazione e “mente” della proposta, già ci sono manifestazioni di interesse che saranno vagliate. Intanto assicura che «il mix delle funzioni risulta particolarmente indicato per il riuso degli spazi, consentendo la creazione di ambienti integrati tra loro e caratterizzati dalla presenza di elementi di interesse pubblico, culturale, commerciale, del tempo libero, così come residenziali». Tutto in mezzo al verde, importante anche per i nuovi appartamenti che saranno realizzati nella parte che guarda verso la stazione di Fornoli.

L’obiettivo di Varraud «è abbellire, arricchire l’area con esercizi, attività e offerte della media distribuzione che potranno essere collegate alle altre realtà sul territorio, senza danneggiarle». Per questo motivo ha pensato, ad esempio, alla realizzazione di impianti sportivi nuovi, e diversi da quelli già presenti, come campi di padel-tennis e beach volley. La distribuzione delle aree per le diverse attività, valutata insieme al Comune, in linea di massima è stabilita, ma la scelta finale dipenderà anche dalle richieste dei diversi imprenditori interessati.

Al momento, il piano prevede 4mila metri quadri per le residenze, 4.635 per il commercio, 2.335 per attrezzature di servizio, 7.090 per l’artigianato, 2.500 per le attrezzature ludico sportive. In tutto 20.620 metri quadri di strutture in mezzo al verde, che farà la parte del leone. La zona direzionale e commerciale sarà quella che guarda alla strada, dove le attività potranno trarre un maggiore vantaggio. La parte artigianale sarà invece verso la ferrovia. L’area ludico sportiva sarà vicino al fiume Serchio, mentre gli appartamenti saranno costruiti nei pressi di quelli esistenti.

Il Comune ha seguito l’iter della proposta e, dopo l’adozione, ha approvato il progetto nel piano strutturale. «Il piano è nato dalla volontà di rivalutare, anzi di rigenerare un’area dismessa – spiega l’architetto Rocco – interveniamo su una zona molto importante caratterizzata da tre elementi: la strada, il fiume e la ferrovia. La posizione è strategica e baricentrica, le attività non dovranno essere impattanti. Nella stesura del piano abbiamo preso in considerazione gli input giunti dall’amministrazione comunale. La zona può essere idonea anche per i negozi di vicinato».

«Stiamo andando avanti con lo smantellamneto degli impianti tecnici – conclude Varraud – ed entro la fine di dicembre saranno abbattute le parti che riguardavano la centrale, in modo da poter presentare il sito libero. Il sito sarà il cuore pulsante non solo per Bagni, ma per l’intera vallata». —

Emanuela Ambrogi

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