Sicurezza
La denuncia dei residenti: «Via per Camaiore, una roulette russa per noi pedoni»
Gli abitanti lamentano mezzi ad alta velocità e tanti pericoli : la zona critica tra il ponte sul Serchio e la Freddana
LUCCA. «Rischiamo di essere investiti ogni volta che usciamo da casa, noi residenti che comunque conosciamo bene questa zona. Figuriamoci coloro che devono andare negli uffici e nei negozi lungo la strada o, peggio ancora, chi, per andare a mangiare una pizza, è costretto a parcheggiare l’auto distante dal locale e percorrere a piedi tratti di strada che, col buio, complice la scarsa illuminazione, diventano ancor più pericolosi». È la denuncia accorata di un gruppo di residenti sulla via per Camaiore, a Monte San Quirico, nel tratto compreso tra il ponte sul fiume Serchio e il ponte della Freddana, dove a breve dovrebbe essere costruita una rotatoria.
Circa due chilometri di strada, percorsi 24 ore al giorno da automezzi di ogni tipo che sfrecciano ad alta velocità, mettendo a repentaglio la vita degli abitanti e di chi transita a piedi e in bicicletta che non può contare su una pista ciclopedonale.
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«L’unica soluzione è fare lo slalom tra gli alberi, facendo attenzione alle buche, alle radici e al fogliame che raramente viene tolto e rappresenta una trappola per i pedoni che rischiano di inciampare e farsi del male» spiega Cesare Sesti, vigile del fuoco in pensione e portavoce degli abitanti del posto che vive in una villetta lungo la strada, mentre ci mostra il muretto del proprio giardino, danneggiato per l’ennesima volta da un’auto in corsa che non ha fatto in tempo a fermarsi.
«E per fortuna - afferma - che anche stavolta, al momento dell’impatto, nessuno stava passando di qua e noi eravamo in casa, altrimenti poteva scapparci il morto. Le due transenne che il Comune vi ha posizionato dopo l’ultimo incidente, non risolvono certo il problema e non bastano a scoraggiare gli automobilisti che continuano a correre sulla strada come in una pista di Formula Uno. Servirebbe un autovelox e magari qualche controllo in più».
Sesti lamenta anche molte altre criticità nella zona, come l’assenza di dissuasori di velocità e di una segnaletica lampeggiante in prossimità delle strisce pedonali davanti alla pizzeria «anche per favorire l’ingresso e l’uscita dei bambini dell’asilo vicino - spiega - che, pur essendo dotato di parcheggio, si trova in una posizione scomoda che costringe i genitori a sporgersi di oltre un metro su una curva pericolosa per immettersi sulla strada principale».
Problemi che tempo fa sono stati oggetto di una raccolta di firme, di cui fu messo al corrente anche il sindaco Alessandro Tambellini «poi tutto cadde nel vuoto - precisa Sesti - perché le nostre richieste restarono inascoltate».
Tra i nodi da sciogliere, anche la pulitura dei tombini, otturati da erbacce e ghiaino e dei cigli della strada, invasi dalla vegetazione selvatica che gli abitanti sono costretti a rimuovere con l’uso di diserbanti.
«Adesso basta - tuona Pietro Borelli, storico macellaio di Monte San Quirico - Il Comune ci deve ascoltare, perché non siamo cittadini di serie B. In questa zona servono anche interventi per la sicurezza sul Serchio, il cui scorrimento è ostruito da piante che non vengono tagliate da anni che, con la piena del fiume, possono causare straripamenti. Bisognerebbe inoltre realizzare un parcheggio capace di accogliere alcune decine di auto che spesso vengono posteggiate davanti alle abitazioni, nelle stradine private, impedendo il libero movimento dei residenti». —
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