Sicurezza
Il piano della Regione: pazienti con il Covid all’ospedale di Barga
Crescono i ricoveri e scatta la fase III: ipotesi di utilizzo dei presidi minori per i pazienti meno gravi
LUCCA. Bolle per i pazienti Covid all’ospedale di Barga. È questa l’ipotesi su cui giovedì prossimo si confronteranno per via telematica la conferenza dei sindaci e il neo assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini. A prevedere il coinvolgimento degli ospedali minori è il “Piano di emergenza ospedaliera per la ripresa dell’epidemia Covid” varato dalla Regione Toscana. Tale piano individua 5 fasi di “escalatione” con la coneguente attivazione di nuovi posti letto e l’utilizzo di altre strutture. Precisamente è la fase III a prevedere l’utilizzo dei piccoli ospedali di montagna nella gestione dell’emergenza. Scatta nel momento in cui si registrano 1.300 casi Covid negli ospedali toscani, una soglia a cui ci stiamo avvicinando a grandi falcate: i ricoveri ieri erano a quota 1.209, +49 in solo giorno.
Per questo ci si prepara a dare il via alla fase III. Per prima cosa l’Asl nord ovest ha convocato la conferenza dei sindaci in cui si dovrà decidere su quali ospedali puntare: Barga e Castelnuovo sono fisicamente divisi ma formalmente rappresentano un unico presidio ospedaliero. Probabilmente si deciderà di utilizzarne solo uno dei due e la scelta in questo momento sembra cadere sul San Francesco di Barga. La struttura è caratterizzata da un corpo centrale che ospita la Medicina, l’Ostetricia e il Blocco parto. Più ci sono altre palazzine che ospitano la Riabilitazione e vari ambulatori.
L’idea è di utilizzare una di queste palazzine come bolla per i pazienti Covid in dimissione dal San Luca che ormai comincia a essere pieno: 68 pazienti Covid di cui 13 in Terapia intensiva. Sarà una procedura di alleggerimento volta a consentire il mantenimento dell’attività ordinaria (visite specialistiche, esami, interventi chirurgici programmati), che sta cominciando a diventare complicata nel monoblocco di San Filippo. Ovviamente i pazienti più gravi resteranno a Lucca, mentre a Barga finiranno i Covid ordinari. In pratica si tratterà di allestire una bolla Covid di Cure intermedie, rivolta ai soggetti in via di guarigione clinica ma ancora positivi al virus e pertanto bisognosi di monitoraggio prima del rientro a casa.
Tale ipotesi – al momento è di questo che stiamo parlando – è già arrivata all’orecchio degli amministratori dei Comuni della Valle, che non sembrano particolarmente favorevoli: «È una voce che circola – spiega Francesco Pioli, presidente della Conferenza dei sindaci della Valle e primo cittadino di Villa Collemandina – Nella riunione che abbiamo avuto venerdì in videoconferenza con la Regione non se ne è parlato, ma per giovedì è stata convocata un’altra conferenza dei sindaci a cui parteciperà l’assessore Bezzini e credo che l’argomento sarà all’ordine del giorno. Personalmente l’idea di portare a Barga i pazienti Covid mi sembra sbagliata: gli ospedali della Valle sono piccoli, hanno carenza di macchinari e soprattutto di personale. In una situazione del genere è molto complicato dividere i percorsi tra pazienti Covid e pazienti non-Covid per cui non sono convinto». Di certo è un cambio di strategia rispetto a quanto fatto durante la prima ondata, quando i grandi ospedali provinciali e i policlinici si fecero carico in maniera esclusiva dei casi Covid, riversando sui piccoli presidi l’attività ordinaria che per forza di cose non potevano più erogare. —
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