Sicurezza
Troppi Covid, visite ed esami a rischio Centrale unica per gestire i posti letto
Ha sede a Pisa e coordinerà i ricoveri in presidi e alberghi sanitari dell’area vasta per evitare il blocco dell’attività ordinaria
LUCCA
Ricoveri in aumento, si paventa l’ipotesi del blocco dell’attività ambulatoriale nei presidi ospedalieri. L’Asl Centro ha già disposto questa misura, mentre la Nord ovest per il momento resiste e organizza un centro di coordinamento per la gestione integrata dei pazienti Covid di tutta l’area vasta. Ma andiamo con ordine.
Il numero dei contagiati ricoverati al San Luca nelle ultime settimane è cresciuto in maniera prepotente: oggi siamo a quota 66, di cui 14 in Terapia intensiva (praticamente piena). Siamo a quasi due terzi del picco di ricoverati registrato a fine marzo: 109 pazienti, di cui una trentina tra intensiva e subintensiva. Per gestire in sicurezza un così alto numero di positivi il San Luca dovette bloccare le attività ambulatoriali ordinarie (visite specialistiche ed esami diagnostici) e ridurre allo stretto indispensabile l’attività chirurgica (emergenza e operazioni per patologie tempo dipendenti, ad esempio i tumori). Fu uno stop che tra marzo e aprile fece saltare 11mila visite e un numero consistente di interventi. Per recuperare il ritardo accumulato l’azienda ha varato un piano che questa seconda ondata ha messo in crisi. Ma se recuperare è praticamente impossibile, si vorrebbe almeno evitare di accumulare altro ritardo bloccando nuovamente l’attività ordinaria dell’ospedale. I numeri attuali ancora consentono di mantenere il doppio registro – pazienti ordinari e pazienti Covid – ma se i ricoveri dovessero continuare a crescere come nelle ultime settimane sarebbe impossibile fare entrambe le cose. E il blocco diverrebbe inevitabile. L’Asl Centro c’è già arrivata: «A seguito della continua e ampia diffusione dei contagi Covid – si legge in una nota – all’interno degli ospedali è disposta la sospensione di tutta l’attività specialistica ambulatoriale, radiodiagnostica compresa». Questo significa chiusura delle agende per la prenotazione di visite ed esami che non siano indicati dal medico come Urgenti e rinvio di quelli già fissati. Restano escluse dal blocco l’attività oncologica, le urgenze e i controlli follow up improcastinabili.
Un cataclisma che abbiamo già visto a marzo quali effetti deleteri possa avere sui livelli essenziali di assistenza che la sanità dovrebbe garantire.
L’Asl Nord ovest sta resistendo: non vuole in alcun modo arrivare a questo punto. Per evitare l’extrema ratio si punta sul lavorare in rete con gli altri ospedali. A questo riguardo ieri è stata ufficialmente costituita, nella sede direzionale di via Cocchi a Pisa, la centrale operativa di coordinamento delle attività sanitarie dell’area vasta nord ovest, prevista dall’ordinanza numero 96 firmata dal presidente della Regione Eugenio Giani, che dovrà essere presente in ogni territorio con l’obiettivo di disporre tutte le operazioni necessarie per assicurare l’utilizzo migliore delle risorse presenti in maniera integrata.
Alla prima riunione hanno partecipato il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana Silvia Briani insieme a Carola Martino, Hospital disaster manager Aoup, ed il direttore generale dell’Asl nord ovest Maria Letizia Casani insieme al direttore sanitario facente funzione Francesco Bellomo ed al coordinatore della rete ospedaliera Michela Maielli, che è anche la responsabile dell’ospedale San Luca di Lucca.
La programmazione gestita in questa sede farà riferimento non solo alla disponibilità di posti letto ospedalieri, ordinari, subintensivi e di terapia intensiva ma anche di alberghi sanitari e di cure intermedie. Estremizzando il concetto: se un paziente non trova posto a Lucca viene ricoverato a Pisa, Livorno, Massa e viceversa. Il tutto sarà gestito in maniera organizzata, dirottando subito i pazienti Covid presi in carico dal 118 sull’ospedale di destinazione. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre, attraverso l’uso appropriato delle risorse territoriali, la pressione sugli ospedali in modo da non costringerli ad interrompere l’attività ordinaria. Le aziende, all’interno di questa centrale, programmano inoltre la messa a disposizione di posti letto destinati al Covid per il sistema di area vasta, stabilendo le sedi ospedaliere e le quantità di letti resi disponibili a livello di ciascun presidio. Come previsto dall’ordinanza, la centrale di area vasta nord ovest garantirà quindi un costante monitoraggio del fenomeno ed interventi in tempo reale sulle questioni più rilevanti legate all’emergenza Coronavirus. —
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