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Parchi pubblici come luoghi per far crescere il senso di comunità

Parchi pubblici come luoghi per far crescere il senso di comunità

Presentato lo studio preliminare del masterplan del verde per disegnare con i cittadini la Lucca nella natura di domani 

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Lucca

Per spiegare, con un esempio, che cosa è, si potrebbe citare il vecchio piano regolatore, quello che disegnava lo sviluppo di un territorio nel corso degli anni. Ecco, il Masterplan del verde urbano è una sorta di piano regolatore ma con alcune particolarità: intanto è specificatamente dedicato - come dice il nome - agli spazi di natura in città, inoltre si tratta di un piano partecipato, ossia che dovrà essere “disegnato” con il contributo degli stessi cittadini. Insomma, uno strumento di pianificazione dedicato al verde cittadino, e ieri, in videoconferenza, alla presenza degli assessori Celestino Marchini e Serena Mammini è stato presentato lo studio preliminare, una bozza di partenza elaborata da Leganet, società di servizi di Ali (acronimo di Autonomia Locali Italiane, un’associazione di Comuni impegnati nelle politiche di sostenibilità).

È su quella bozza che partirà il confronto con le associazioni e i cittadini per arrivare a elaborare il Masterplan. Una bozza che parte dal descrivere la situazione di partenza che, nel caso di Lucca, come sottolineato dagli assessori, è già un’ottima situazione, visto il quadro su cui si deve lavorare, visto che di spazi naturali e vivibili l’ambiente urbano – vedi le mura e non solo – è assai ricco. Basti uno dei dati citati da Maurizio Gazzarri, uno dei tecnici responsabili del progetto: Lucca dispone di oltre un milione e mezzo di metri quadrati di verde urbano, (per la precisione 1.542.082 metri quadri), per una media di 17 metri quadri per abitante («Mentre gli standard urbanistici – ha detto l’assessore Marchini – giudicano ottimale una media di 9 metri quadri»). L’analisi dell’attuale è stata sviluppata anche ex circoscrizione per ex circoscrizione (e messa in rapporto anche con la popolazione di ogni area, guardando soprattutto alla percentuale di bambini e anziani). Ma oltre a disegnare il presente la bozza dà anche una serie di indicazioni sulle strade da seguire. Tra queste l’idea di avere almeno un parco attrezzato raggiungibile a piedi in meno di dieci minuti da qualsiasi parte della città. In questo senso è stata anche elaborata una mappa di possibili nuove aree da destinare a verde urbano attrezzato: a San Filippo nell’area a verde tra condomini accessibile da via di Ricco, in piazza della Concordia, a Nave, a San Piero a Vico, a San Macario in Piano, a Farneta, a Sant’Alessio, a Ponte a Moriano, a San Lorenzo a Vaccoli, nell’ex area sportiva di Massa Pisana, tra via Francesconi e via Bandettini e nell’area a verde tra via Bastia e via di Mugnano.

In teoria dovrebbe trattarsi di un piano con indicazioni sul medio e lungo periodo, ma prevede anche cose immediatamente realizzabili e di cui, alla luce dell’emergenza coronavirus e del – sperando che arrivi presto – post emergenza, c’è un gran bisogno, visto che quanto accaduto sta cambiando necessità e bisogni delle famiglie, anche per quanto riguarda le relazioni sociali, con gli spazi aperti destinati a svolgere un ruolo centrale nelle relazioni comunitarie. E proprio il principio di comunità, così come quello di una miglior qualità della vita, sono tra quelli che animano, hanno sottolineato gli assessori, l’elaborazione di questo master plan. E quindi non si tratta solo di creare nuovi spazi verdi, ma spazi verdi che brillino per vitalità. Per questo, ha spiegato Gazzarri c’è una serie di direttrici su cui lavorare, come la loro qualità, l’accessibilità, la fruibilità (sotto forma di attrezzature per le diverse generazioni), la sicurezza (per esempio con videosorveglianza, colonnine Sos, ma anche con la nomina di referenti per ogni area), le dotazioni digitali (a partire dalla rete wifi gratuita), l’aspetto salute (con aree fitness, possiilità di fare pratiche motorie e sportive, installando Dae), l’aspetto comunitario (con una progettazione partecipata e con eventi per favorire la socializzazione) e anche l’aspetto culturale (per esempio con le “aule verdi” o con l’allestimento di eventi culturali all’interno di aree a verde).

Insomma le idee su cui lavorare sono molte (il masterplan affronta anche tanti altri temi come, per citare un paio di esempi, i collegamenti ciclopedonali, o le alberature per migliorare la qualità dell’aria e combattere il riscaldamento globale), tutte in grado di migliorare gli indicatori di benessere, a partire da quelli dell’Agenda 2030. Un lavoro che partirà a breveha chiuso Marchini, con l’attivazione a giorni di una mail dedicata unicamente al masterplan e la convocazione, nell’arco di una decina di giorni, del tavolo dLucel verde. —

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