Proteste
Smart working, il Comune accelera: si arriva al 50%
Metà dei dipendenti a casa in una serie di uffici selezionati dai dirigenti Preferenza per l’accesso su prenotazione, mail e numeri dedicati per i cittadini
lucca
Anche il Comune di Lucca vira con decisione verso lo smart working, individuando tutta una serie di settori e di attività nei quali il 50% delle prestazioni lavorative sarà effettuato da casa. Ieri mattina è stata approvata una delibera di giunta che stabilisce i settori interessati e dà disposizioni stringenti ai dirigenti . «Siamo partiti dalla considerazione - spiega l’assessore al personale Francesco Raspini - che la pubblica amministrazione non può “sparirew” del tutto. La selezione dei settori che possono lavorare in smart working è stata effettuata dai dirigenti, partendo dal caposaldo che il lavoro agile è possibile soltanto se è del tutto analogo a quello in presenza».
la mappa
La mappatura condotta dai vertici amministrativi del Comune ha portato a individuare queste unità organizzative che potranno lavorare da casa: ufficio di gabinetto, avvocatura, provveditorato, economato e contratti (tranne il magazziniere), traffico, polizia municipale (solo attività di carattere amministrativo), segreteria generale, programmazione e rendicontazione finanziari, contabilità, tributi comunali (eccetto lo sportello all’utenza), servizi del personale (eccetto commessi, gestione stipendi e selezioni pubbliche), società partecitpate, controlli e performance, servizi sociali, serivizi housing sociale, tutela ambientale, sistemi informativi e statistica, mobilitò, servizi educativi, servizi scolastici, edilizia pubblica (eccetto operai e giardinieri), edilizia scolastica, strade, strumenti urbanistici (eccetto attività di piano), cultura e istituti culturali (eccetto giardinieri Orto botanico e coordinamento Agorà), sport e turismo (eccetto i custodi e l’informazione turistica), Suap (eccetto suolo pubblico e commercio su aree pubbliche).
le modalitÀ
I dipendenti di questi settori, secondo gli indirizzi datgi dalla giunta comunale, saranno impiegati in smart working al 50%: l’articolazione oraria sarà preparata dai dirigenti su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale. Attualmente la percentuale è invece del 20%.
Il lavoro agile viene anche garantito ai genitori di figli conviventi che siano in quarantena per contatti scolastici e ai cosiddetti lavoratori fragili, anche attraverso lo spostamento a mansioni diverse rispetto a quelle originarie. Nell’organizzare tutto questo bisogna tener conto che l’orario di lavoro è stato reso più flessibile con un provvedimento dello scorso luglio che prevede l’ampliamento al sabato e ai pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì, l’alternanza della presenza tra mattina e pomeriggio e e l’ampliamento della flessibilità oraria, incrementata di due ore.
C’è poi la questione delle dotazioni tecnologiche: «Abbiamo fatto un enorme acquisto di Pc nei mesi scorsi - spiega Raspini -: siamo in attesa di un’ultima tranche di 100 dispositivi che finora non abbiamo avuto perché non c’era disponibilità sul mercato.
cosa cambia per i cittadini
L’ampliamento dello smart working non dovrebbe portaqre stravolgimenti nel rapporto tra Comune e utenti, anche se bisognera capire come si muoveranno i singoli uffici. Le linee guida confermano la preferenza per l’accesso agli uffici con appuntamento, «a condizione che ciò non generi tempi eccessivamenti lunghi per l’erogazione della prestazione richiesta». È garantita infine la possibilità per i cittadini di interloquire con i dipendenti comunali in remoto con mail dedicate, numeri telefonici di riferimento, Skype o Zoom. —
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