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«Danni enormi per i lavoratori. Speriamo di riaprire fra un mese»

Nicola nucci
«Danni enormi per i lavoratori. Speriamo di riaprire fra un mese»

Simone Gialdini, gestore delle sale cittadine: «Ho scritto una lettera a Conte e a Tambellini» 

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LUCCA. «Siamo tornati indietro di otto mesi». Sono parole cariche di preoccupazione quelle di Simone Gialdini, gestore dei cinema cittadini e dell’arena estiva di Villa Bottini nonché direttore generale di Anec e Anem, le associazioni nazionali degli esercenti del settore, un osservatorio diretto sulle sale cinematografiche. La chiusura dei cinema imposte dall’ultimo Dpcm per limitare i contagi rischia di lasciare strascichi pesanti e non solo per le ricadute economiche. La cultura, in questo caso il cinema, rappresenta anche un’evasione in questi tempi cupi. Proprio l’evasione, in senso fisico, è quella che il governo Conte vuole limitare con la chiusura di alcuni luoghi di svago e intrattenimento.

«Non è un problema di sicurezza, i cinema sono sicuri, il governo però ritiene che favorisca la socialità e gli spostamenti - dice Gialdini - Così però si colpiscono duramente le attività delle sale cinematografiche che si stavano riprendendo dagli effetti della lunga chiusura del lockdown e la riapertura avvenuta solo a giugno. Cinque mesi più un altro stop di un mese con il timore di non riprendere il 25 novembre - sottolinea - e che si perda anche il periodo di natalizio e il rito del cinema sotto le feste, periodo dove si fanno incassi che sono linfa per tutto il comparto, riaprendo magari dopo l’Epifania». Un cinema che aveva iniziato il 2020 col vento in poppa, forte dei numeri del 2019 con 640 milioni di euro al box office, un miliardo di euro compreso l'indotto, dai pop corn all'affitto delle sale. Adesso si stima una perdita di oltre 50 milioni di spettatori e più di 200 milioni di fatturato, «ma si rischiano cali più alti con questo ulteriore mese di inattività». Proprio sul tema della sicurezza si fonda la contrarietà e l’amarezza dei gestori dei cinema che hanno applicato rigorosamente il rispetto delle misure anti Covid garantendo ambienti sani e aerati. «Le proiezioni al cinema all’aperto a villa Bottini e il recente Lucca Film Festival si sono svolte con una significativa partecipazione di pubblico e senza problemi, con obbligo di mascherine e distanziamento di un metro tra una poltroncina (una postazione occupata e due libere) e l’altra, gel igienizzante, misurazione della temperatura e raccolta dei dati degli spettatori, tutte misure rispettate scrupolosamente dagli esercenti - dice Gialdini - abbiamo avuto anche qualche piccolo tutto esaurito pur con una capienza ridotta a 200 posti, a dimostrazione della voglia di cinema che ci aveva spinto a ripartire creando un percorso di fiducia con gli spettatori e una riprogrammazione non facile di titoli bloccati dal coronavirus subito dopo l'uscita al cinema. Accettiamo questa decisione dolorosa, c'è un'emergenza sanitaria, ma ci sarano danni enormi per chi lavora in questo settore. A Lucca, ad esempio, ho dieci dipendenti tra biglietteria e cabina di proiezione, senza contare il mancato introito dai biglietti e l’indotto legato al cinema».

Il ministro Dario Franceschini ha assicurato il suo impegno per uno stop più breve possibile. «Ho scritto una lettera al premier Giuseppe Conte e anche al sindaco Alessandro Tambellini per chiedere il suo sostegno e oggi (ieri ndr) avremo un confronto col governo per chiedere garanzie sui tempi e aiuti economici alle sale cinematografiche al pari delle altre attività commerciali. Anche per i produttori che hanno investito nelle pellicole natalizie che dovrebbero essere ricollocate sulle piattaforme digitali». Intanto la pausa forzata sarà utilizzata per i lavori di riqualificazione al Moderno e Centrale. «Interventi già programmati che porteremo avanti in questo periodo di stop, al Moderno saranno rifatti i bagni, mentre al Centrale sarà riqualificato l’ingresso, sperando di riaprire dopo il 24 novembre». —
 

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