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Lucca

Don Nando porge l’altra guancia ai fedeli: «Per la salute chiuderei anche le chiese»

Don Nando porge l’altra guancia ai fedeli: «Per la salute chiuderei anche le chiese»

Il parroco del Compitese solidale con chi ha dovuto bloccare la propria attività per limitare l’avanzata dell’epidemia 

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LUCCA. «Certamente se dovesse servire per la salvaguardia della salute dei fedeli, specialmente anziani e bambini, sarebbe giusto a parer mio chiudere anche le chiese». A dirlo, anzi a scriverlo su Facebook, è don Nando Ottaviani parroco della comunità del Compitese anche ribattezzato il “prete social”. Un intervento il suo in risposta alle tante reazioni che ha scatenato il nuovo decreto del governo che tenta di mettere un freno al dilagare dei contagi da coronavirus bloccando le attività di diversi settori, dallo sport alla ristorazione e alla cultura. «I teatri e i cinema sono tutti chiusi mentre le chiese rimangono aperte», ha letto don Nando su Facebook. E ancora.

«Perché tutto chiude mentre le chiese rimangono aperte?». Ed è sulla scia di questi commenti che don Nando ha deciso di rispondere alla sua maniera, senza nascondersi dietro a un dito e usando lo stesso mezzo di comunicazione: Facebook. «Le chiese sono tutte sotto controllo - dice contattato dal Tirreno - ma se l’epidemia continua per il bene della gente è preferibile chiudere anche le chiese. Ci tengo però a precisare che le chiese sono sempre sanificate, i fedeli entrano solo su prenotazione e i posti sono stati limitati. In più ci sono dei volontari che fanno igienizzare le mani all’entrata e che controllano affinché sia rispettato l’obbligo della mascherina per tutta la funzione. A oggi non ci sono stati casi massicci di Covid nelle chiese, ad esempio nella mia parrocchia nessuno che mi risulti ma nonostante questo non possiamo pensare che sia un luogo esente dal virus. Forse alcuni ben pensanti cattolici mi contesteranno ma pazienza». Don Nando non contesta quindi la scelta “dei suoi superiori” di continuare a mantenere le chiese aperte ma il suo - dice - «voleva essere un intervento di solidarietà e vicinanza nei confronti di coloro che dovranno ancora stringere la cinghia». Coloro che sono in difficoltà economica a causa del nuovo provvedimento di “semi-lockdown” e che «stanno perdendo la pazienza e anche la dignità umana».

«Io capisco la fede e l’importanza di andare a pregare - aggiunge - ma la vita è una sola. È vero che i cristiani credono nella vita eterna ma “Aiutati che Dio ti aiuta”. Io ho solo voluto specificare che se i casi dovessero aumentare ancora è bene che le chiese non diventino contenitori di contagio. Poi i fedeli vengono a messa ma hanno paura. Un giorno un anziano mi ha detto: “Mi raccomando faccia una predica breve oggi perché devo tenere la mascherina e mi dà noia...”». Intanto nelle parrocchie del Compitese sono state rimandate sia le cresime che le comunioni. «L’abbiamo deciso in accordo con i genitori - aggiunge il parroco - nessuno le voleva fare. Le cresime si dovevano fare entro il 31 dicembre ma preferivano essere più tranquilli».
 

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