Sicurezza
I ristoratori in piazza contro il governo con lo slogan “#Lucca non si spegne”
Hanno apparecchiato di tutto punto i tavoli e inscenato la protesta in piazza Anfiteatro. Poi il corteo fino in piazza Grande
LUCCA. Compatti dietro lo striscione con la scritta #Lucca non si spegne, hanno inscenato la loro protesta in piazza Anfiteatro: hanno spento le cucine, ma hanno acceso le grandi luci sotto i gazebo, all’aperto, e hanno apparecchiato di tutto punto i tavoli dei loro ristoranti: un chiaro segnale di sfida alle restrizioni imposte dal governo. Poi in corteo, sotto la pioggia battente, miniti di ombrelli per ripararsi, hanno sfilato fino in piazza Napoleone. Compatti come mai.
Oltre duecento titolari di pubblici esercizi lucchesi e loro dipendenti hanno messo in atto, ieri (lunedì 26 ottobre) dalle 18 una manifestazione che non ha precedenti, sicuramente nell’ultimo decennio. Nel mirino il Dpcm 25 ottobre, il “lockdown mascherato”, con la chiusura degli esercizi alle 18 e l’invito alla cittadinanza a non uscire di casa. Una manifestazione nata in modo estemporaneo e divulgata velocemente attraverso il passaparola.
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«L’idea è partita da uno e si è sparsa a macchia d’olio - racconta Simona Del Ry, del ristorante Peperosa in piazza Anfiteatro -. È nata in modo spontaneo domenica sera, e abbiamo deciso di partecipare tutti. La riduzione di orario che ci viene imposta ci distrugge tutti, proprio adesso che dopo un periodo molto difficile, cominciavamo a sperare in una piccola ripresa».
In piazza Anfiteatro, in particolare, prosegue la ristoratrice, «tanti locali aprono solo la sera, a pranzo non possono farlo se non sono strutturati. Proveremo ad andare avanti, ma sarà tutto ancora più difficile».
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«Un’ingiustizia la chiusura alle 18 - sbotta Simona Carmassi, titolare del San Colombano -: ci stanno togliendo il diritto di lavorare. Vengano a fare i controlli, ma ma ci facciano lavorare. Siamo in grado di tenere aperti i nostri locali in massima sicurezza per il personale e per i clienti. Siamo pronti».
In piazza, a fianco dei ristoratori anche un’artista che lavora anche all’aperto, sulle strade e piazze di Lucca. Si chiama Annalisa Giusti: «Ci hanno tolto il lavoro da marzo, non ci fanno più lavorare nei centri storici - è l’accusa dell’artista contro le restrizioni del Dpcm -. Non abbiamo più soldi per mangiare noi artisti».
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