«Più autobus e controlli alle uscite altrimenti la scuola non andrà avanti»
La provveditora Donatella Buonriposi indica le misure da adottare al più presto per ridurre il rischio contagi tra gli studenti
Lucca
«La situazione è critica, la didattica a distanza è una risorsa ma servono anche altri interventi: sui mezzi di trasporto in primis e poi controlli all’ingresso e all’uscita dalle scuole». Donatella Buonriposi, direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale di Lucca e Massa Carrara fa il punto della situazione al termine di una settimana in cui c’è stato un proliferare di classi messe in quarantena e in vista delle misure che il presidente della Regione Giani ha in animo di adottare per il mondo della scuola: una quota non inferiore al 50% per la didattica a distanza «nelle seconde, terze e quarte classi» delle scuole superiori; due mesi, da qui a Natale, per alternare le classi nelle lezioni in presenza e a distanza.
«Degli interventi servono ma sarebbe più opportuno adottarli in maniera mirata, perché da zona a zona la situazione varia– spiega Buonriposi – Credo che si dovrebbe lasciare una certa autonomia ai dirigenti scolastici, loro hanno il polso della situazione. Sul nostro territorio il contesto più critico si ha nelle scuole superiori e in particolare in Garfagnana a causa di un elevato numero di classi in quarantena (vedi pagina III, ndr). Ma anche la Piana di Lucca non è immune dal problema. Delle 16 scuole superiori presenti sul territorio, in media ognuna a 2-3 classi in quarantena. Più che nelle aule il problema è fuori: i bus affollati sono un rischio troppo elevato per gli studenti. E poi le entrate e le uscite da scuola, dove si creano momenti di assembramento e i ragazzi tendono a liberarsi dalle regole: si baciano, si abbracciano, si scambiano bottiglie e sigarette. In quelle situazioni sarebbe utile avere delle figure che si occupino di richiamare i ragazzi al distanziamento. Alcune scuole lo stanno facendo. Sui bus ogni preside ha un’indicazione: prendere accordi col servizio trasporti per trovare una modalità di intervento. La scuola può adottare la dad e scaglionare gli ingressi ma il gestore del servizio di trasporto deve aumentare i mezzi a disposizione».
Minori problemi al momento si registrano nelle scuole elementari e medie: «Qualche caso c’è stato – dice Buonriposi – Ma le classi messe in quarantena sono molto di meno. Il motivo? Si usano meno i bus. A queste età i ragazzi spesso vengono portati e riaccompagnati dai genitori che sono presenti alle uscite». C’è poi la questione della disomogeneità delle procedure tra Piana, Valle e Versilia di fronte a un caso di positività. «Purtroppo sono capitate situazioni analoghe in cui i provvedimenti presi sono stati diversi. Questo è avvenuto soprattutto per quanto riguarda i docenti che hanno insegnato in una classe con un positivo: in una zona venivano messi in quarantena, in un’altra no. Questo ha creato confusione per cui come Ufficio scolastico provinciale abbiamo elaborato un protocollo che lunedì verrà sottoposto all’Asl e ai responsabili delle zone distretto. Arriveremo infondo all’anno scolastico? Difficile dirlo. Il numero di classi in quarantena aumenta ma si vuol provare ad andare avanti, seppure a singhiozzo, occorre risolvere subito i problemi che ho sottolineato». —
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