Il Tirreno

Lucca

Il derubato scrive al ladro: «Almeno goditi i miei Cd»

Luigi Spinosi
Il derubato scrive al ladro: «Almeno goditi i miei Cd»

Furto sull’auto dello scrittore Marco Di Grazia: era parcheggiata fuori dal cimitero di Collodi

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Un finestrino rotto, Guccini e BB King, Aristotele e un cimitero in mezzo ai campi nella campagna toscana: potrebbe essere una curiosa miscellanea da cui partire per scrivere un libro. Del resto il protagonista della brutta avventura, il trait d'union tra tutti quegli elementi, è proprio uno scrittore. Sì, perché il finestrino rotto è quello della Renault di Marco Di Grazia, autore di romanzi e sceneggiatore di fumetti pesciatino, da tempo residente nel Capannorese, a San Gennaro. Renault che era parcheggiata all’esterno del cimitero di Collodi, a Pescia, immerso appunto nella campagna.

Qui, a due passi dal confine con la Lucchesia, ignoti avrebbero colpito più volte le auto in sosta, e questa volta è toccata alla sua: il finestrino lato guida in frantumi, con il ladro che si è portato via tutti i Cd che aveva all’interno. Economicamente un magro bottino a fronte del danno provocato. Economicamente, ma non qualitativamente, visto che, chiunque sia stato, si è portato via compact di autori di gran livello, tra cui appunto Guccini e BB King. E Aristotele che c’entra? Beh, pensando alla reazione del derubato il pensiero corre a una frase attribuita al filosofo greco (“Se c’è un rimedio perché te la prendi? Se non c’è un rimedio perché te la prendi?”). Sì, perché una scena del genere avrebbe provocato rabbia in chiunque, un sentimento legittimo ma che quasi mai risolve le cose. E in un’epoca in cui l’emozione più diffusa, nel mondo virtuale come in quello reale, sembra essere proprio la rabbia, la reazione istintiva di Marco Di Grazia è stata di tutt’altra natura, tra l’ironico e il compassionevole.

È quella manifestata in un post sui social, in cui racconta quanto gli era accaduto, rivolgendosi direttamente al ladro: «Io riesco a essere vintage, demodé. Insomma, vecchio! Anche quando subisco un danno. Lo sa bene il birbaccione che mi ha rotto il finestrino (a proposito, caro birbaccione, 309 euro, mortacci tua!) per rubarmi dei... Cd. Chi c... li ruba dei Cd nel 2020? Vabbè, birbaccione, io ho 309 euro in meno, tu una decina di Cd in più, e tutti molto belli, speriamo almeno tu faccia buon ascolto. E cin cin al vintage toujours».

Una visione della vita che, interpellato, lo stesso Di Grazia ci ribadisce: «È stata davvero la prima cosa che ho pensato. Tanto farsi il sangue cattivo a che serve? Spero (anche se ne dubito) che gli Stones, il Guccio, Faber, BB King e tutto quel che ha trovato gli illuminino un po’ le giornate, che tanto quando ti riduci a rubare in una macchina non è che la vita sia tanto bella».

Una reazione che, a mente fredda, appare la più logica. Il problema, per la maggior parte di noi però, è riuscire a raggiungere quel livello di razionalità davanti a situazioni del genere. Per cui è bene cercare di non viverle, da qui il consiglio di prestare attenzione se ci capita di dover parcheggiare in quel posto, visto che quello di Marco Di Grazia suo non è il primo caso qui, e che non tutti siamo “zen” come lui. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini