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«Non fermate lo sport»: Fornaciari si fa portavoce dei disagi delle società
PORCARI
Non fermate lo sport. Il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari, fa suo l’appello del presidente dell’Academy Porcari Stefano Silla in difesa della possibilità di praticare sport.
«Condivido la frustrazione e il disappunto di Stefano – scrive Fornaciari – che è anche quello di molte famiglie porcaresi. Mi sto attivando perché le istanze che sono sue, ma anche di molte altre associazioni sportive che praticano sport di contatto, siano messe sotto la luce dei riflettori e perché si arrivi a un giusto equilibrio tra la necessità dei bambini e l’irrinunciabile tutela alla salute. So che alcune federazioni hanno impugnato l’ultimo Dcpm perché ci sono delle lacune, ma ora non è certo il momento degli scontri. Credo invece si possano colmare con serietà e buonsenso ragionando sui protocolli. A tutti voi il mio sostegno e il mio fattivo impegno per portare all’attenzione nelle sedi opportune le criticità e le difficoltà che vivono le società e i ragazzi».
Le parole del primo cittadino di Porcari rappresentano la risposta che probabilmente auspicava il presidente dell’Academy nello scrivere al sindaco, affinché si facesse portavoce delle istanze di chi pratica e promuove lo sport «col presidente della Regione Toscana e, magari, anche con il governo».
«Nel mio paese – aveva scritto Stefano Silla – c’è una scuola calcio che ha circa 12 squadre, in rappresentanza di diverse annate (bambini che vanno dal 2015 al 2004) e fra queste una fa le regionali, conquistate proprio l’anno scorso dopo un campionato travagliato. E questa, dopo l’ultimo Dpcm, può continuare a giocare a pallone. Le altre 11 invece fanno le provinciali e quindi non possono giocare a pallone: forse il virus valuta i meriti sportivi? O forse chi fa le regionali non è contagioso? O meglio, è immune? Come posso andare a dire ai miei piccoli paesani che non possono giocare più? E questo nonostante l’Academy Porcari segua un protocollo scrupoloso per evitare i contagi, che più volte è stato ritenuto valido dal personale dell’Asl. Sai come mi risponderebbero? Che non è giusto che lo sport professionistico sia privilegiato rispetto a quello praticato dai bambini con il cuore, con la passione, in una routine sana fatta di scuola, studio, allenamento e alle 21 a nanna. Forza sindaco, so che ti chiedo l’impossibile, ma questo è il momento, ancora una volta, di starci accanto. Fai il possibile perché questo messaggio “dal basso” arrivi a chi di dovere». —
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