Il Tirreno

Lucca

il progetto contestato sulla lima 

Fronte unico in consiglio contro la centralina I comitati: «Non basta»

Emanuela Ambrogi
Fronte unico in consiglio contro la centralina I comitati: «Non basta»

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bagni di lucca

Secco no, per l’ennesima volta, dell’amministrazione comunale alla società Green Factory, tornata alla carica con la Regione per ottenere il via libera alla costruzione di una centralina per la produzione di energia elettrica dalle acque della Lima, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana.

Il sindaco Paolo Michelini si è incontrato con i capigruppo di maggioranza e opposizione (Maria Barsellotti, Massimo Betti e Claudio Gemignani) tutti contrari, come lui, alla realizzazione dell’opera, temendo una colata di cemento che – questo il timore – non solo avrebbe un impatto giudicato devastante e insostenibile, ma creerebbe problemi alla portata e alla fruibilità delle acque in una zona che trae oggi dalle attività e dal turismo fluviale risorse importanti.

Michelini e i capogruppo hanno deciso di portare di nuovo la questione in consiglio comunale e di votare un’altra mozione che dice no all’impianto, all’unanimità, come si erano impegnati per scritto a fare con la popolazione. Gli amministratori termali temono eventuali pressioni da parte della Green Factory e si augurano che sull’operato dell’organo tecnico regionale esercitino il controllo promesso sia il neo assessore Stefano Baccelli, sia il neo consigliere Mario Puppa.

Intanto il sindaco e l’amministrazione di Bagni esprimono in una nota «contrarietà alla realizzazione di una centralina per la produzione di energia elettrica sulla Lima, in località Cevoli. A luglio le prime avvisaglie, il progetto della società Green Factory del 2016 è stato variato, ma non abbandonato. In questi mesi c’è stato il difficile lavoro dell’amministrazione per comprendere il progetto nei suoi dettagli e come fermarlo». Oggi l’amministrazione con i gruppi di minoranza condivide «il fermo no alla realizzazione di un’opera che non potrebbe che alterare l’ambiente e danneggiare attività importanti per il Comune. Il torrente Lima è già segnato da troppi scempi di cemento. Le forze verranno unite nel contrastare un’opera che non può che danneggiare Bagni di Lucca».

Ma questa mobilitazione dell’amministrazione non pare soddisfare il “Comitato salviamo la Lima”. Comitato cui non è piaciuto apprendere solo dai social della decisione della mozione congiunta di maggioranza e opposizione. Non solo: il comitato teme che un semplice atto politico non sposti di una virgola i termini della questione sulla richiesta di concessione che la Regione sta valutando, lontana dal territorio interessato e soggetta a forti pressioni, e stigmatizza il fatto che l'amministrazione comunale, contrariamente a quanto chiesto dal comitato, non abbia informato tempestivamente della nuova conferenza dei servizi che dovrà decidere e, soprattutto, del termine del 26 ottobre per presentare osservazioni. «Speriamo che tutte le forze politiche si oppongano al progetto – dice il comitato – ma se si tratterà di una mera opposizione politica, senza basi giuridiche, l'approvazione della mozione consiliare servirà a ben poco. Speriamo che l’amministrazione comunale abbia buone carte per la partita che andremo a giocare. Per ora ha dimostrato che certamente non ha una grande passione per la partecipazione della cittadinanza. Nell’ultima riunione fatta in consiglio avevamo chiesto all’amministrazione che ci informasse con un adeguato preavviso della nuova conferenza di servizi e del termine per presentare pareri. Impegno portato via dal vento: siamo venuti a sapere per puro caso che il termine per presentare pareri scade il 26 ottobre, fatto che ci rende molto più difficoltoso intervenire nella procedura amministrativa».

Non solo, aggiunge il comitato, se questo termine fosse stato reso pubblico avrebbe permesso ad altri interessati di intervenire: «Non vorremmo alla fine assistere alla costruzione della centralina – chiude il comitato citando De André – con l'amministrazione che si costerna, indigna, s’impegna e poi getta la spugna con gran dignità». —

Emanuela Ambrogi

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