Il Tirreno

Lucca

Giorgio daniele su Palazzo nuti 

Asilo finanziato e mai aperto a Coreglia «Chi pagherà il conto?»

Nicola Bellanova

2 MINUTI DI LETTURA





COREGLIA ANTELMINELLI

L’asilo nido finanziato e mai aperto, le inchieste della Regione e della Corte dei Conti, e una partita, quella del presunto danno erariale legata alla realizzazione di Palazzo Nuti a Ghivizzano Castello, tornano in consiglio comunale. Giorgio Daniele, capogruppo di opposizione, si rivolge alla giunta Remaschi per sapere se possano esservi state «condotte di una gravità tale da poter costituire danno erariale a carico del Comune e, nel caso, cosa intenda fare l’amministrazione per il recupero della somma per un totale di 623.135,35 euro compresi interessi e costi, da eventuali responsabili».

Palazzo Nuti è una cattedrale, anzi, un asilo nel deserto, che avrebbe dovuto servire una trentina di famiglie della Valle: «Ottenuto un finanziamento pubblico, poi revocato, si è spesa un’ingente somma, a fronte della quale oltre a non essere stato attivato alcun servizio, rimane nel patrimonio dell’ente un bene, Palazzo Nuti, il cui reale valore sul mercato è di gran lunga inferiore ai costi sostenuti per l’acquisto, il recupero e l’arredo. La gestione di tale intervento, è risultata fortemente antieconomica poiché i costi sostenuti dal Comune per l’adeguamento dell’immobile ad asilo nido non verranno coperti da nessun contributo e da nessun introito per la gestione del servizio».

«Cosa è stato fatto – prosegue Daniele – dal 2012 al 2017, anno entro il quale avrebbe dovuto entrare in funzione il servizio di asilo nido, dalle due amministrazioni che si sono succedute, per attivare quanto previsto dal bando per cui era stato ottenuto il contributo? L’utenza che avrebbe usufruito del servizio non era, certamente, quella dichiarata nel “formulario di progetto del servizio” allegato a ogni richiesta di contributo, di 50 bambini, ma, sostanzialmente, molto inferiore tanto da non arrivare nemmeno a un sesto di quello dichiarato. E poi il danno derivante dal fatto che il consiglio comunale ha deliberato di utilizzare fondi dei Bacini imbriferi montani per la restituzione del debito: ovvero, i fondi erano già finalizzati, nella maggior parte, per la realizzazione di opere pubbliche e, pertanto, le stesse, non potranno essere messe in atto con grave danno al patrimonio comunale. L’amministrazione in carica fino al 22 settembre ha messo in evidente stato di difficoltà anche l’attuale amministrazione, che si troverà a doversi far carico di un danno procurato da altri e gestire il bilancio con un passivo annuale di 69.192,82 euro per 9 anni». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web