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Nuovo dpcm, gli orari a scuola non cambiano: «Solo se ci saranno più contagi»
Lunedì sera riunione in Provincia: previsti più controlli sui mezzi pubblici e l’aumento degli autobus
LUCCA. Gli studenti lucchesi continueranno ad andare a scuola alla stessa ora ma ci saranno maggiori controlli sulle corse dei bus più affollate per capire dove sia necessario aumentare il numero dei mezzi, raddoppiandoli, grazie al supporto della Regione. È quanto è emerso dalla riunione di ieri sera in Provincia alla quale hanno preso parte il presidente, Luca Menesini e i consiglieri provinciali Maria Teresa Leone e Andrea Bonfanti che si sono confrontati dei rappresentanti della Regione Toscana, di Ctt Nord e i presidi o loro rappresentanti di tutti gli istituti superiori del territorio. Una riunione convocata alla luce di quanto previsto per le scuole dal nuovo dpcm in vigore da domani e fino al 13 novembre, ovvero che si incrementi il ricorso alla didattica digitale integrata e che gli studenti entrino in classe «non prima delle 9». Una modulazione dell’orario - si legge ancora nel decreto - che potrebbe arrivare a comprendere, se necessario, anche turni pomeridiani.
Ma c’è una precisazione da fare. Il dpcm infatti, mette in correlazione l’applicazione di queste misure - che riguardano solo le scuole superiori - a «situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali» che devono essere segnalate da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie al Ministero dell’Istruzione. Senza questo passaggio tutta l’organizzazione delle scuole resta come prima. E a sgomberare il campo da dubbi interpretativi, ieri c’è stata anche la circolare del Ministero dell’Istruzione nella quale viene precisato appunto che le «le situazioni critiche e di particolare rischio», rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che giustificano una eventuale revisione di quanto già stabilito. «Se da una parte, le spiegazioni arrivate in merito agli orari che, di fatto, non cambieranno ci hanno confortati, dall’altra abbiamo ritenuto importante un confronto – commenta Menesini – sulle criticità legate al trasporto pubblico, troppo spesso percepito come “pericoloso”, anche se rispettoso dei parametri di legge».
Già ieri mattina la provveditora, Donatella Buonriposi, aveva detto senza mezzi termini che l’ingresso a scuola dopo le 9 avrebbe comportato molte difficoltà per le scuole. In più, secondo i dirigenti scolastici, se gli orari dei bus non fossero stati modificati, il rischio sarebbe stato quello di avere fuori dal cancello tanti studenti “asserragliati” fuori dal cancello, magari per un’ora, in attesa di entrare. Per di più al freddo. E ieri mattina, nel piazzale davanti all’istituto Fermi, il più numeroso della città con 1.800 studenti, i ragazzi arrivati con i bus in effetti, erano tanti. I mezzi infatti, si fermano uno dopo l’altro ed è difficile evitare che si creino assembramenti. Fra le corse segnalate dai dirigenti come più problematiche ci sono quella che da Altopascio, passa per Porcari, Capannori e arriva a Lucca, come quella che da Viareggio, va a Massarosa, Camaiore e Pietrasanta. Problemi anche sulla linea che collega Lucca al “Busdraghi”, ma in misura minore.
«Vado di persona a controllare sul piazzale - dice il dirigente del Fermi, Massimo Fontanelli - verifico che abbiano la mascherina ma non è semplice. Arrivano tutti a quell’ora lì e si assembrano nel piazzale. Qui dall’inizio dell’anno ci sono stati sette casi ma solo in due situazioni è stata messa la classe in quarantena. Bisogna cercare di prevenire». Ma i problemi maggiori, nel caso i contagi aumentassero e quindi dovessero scattare le misure contenute nel dpcm con l’ingresso a scuola dopo le 9, potrebbero esserci negli istituti superiori della Valle e della Garfagnana . «A noi creerebbe più difficoltà rispetto a quelle che ci risolve - dice Oscar Guidi, dirigente dell’Isi Garfagnana -: piuttosto che spostare gli orari sarebbe meglio dividere le classi a metà: una parte sta a casa in didattica digitale integrata e l’altra in aula. Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto otto classi in quarantena e non c’è mai stato un contagio da uno studente positivo a un altro compagno di classe. Le criticità ci sono nei mezzi di trasporto. Se facciamo entrare gli studenti alle 9, dalle 8 avremo assembramenti davanti al cancello». «Da noi arrivano studenti da 20 comuni diversi - dice Iolanda Bocci, dirigente dell’Isi di Barga- è difficile che gli orari dei bus possano essere modificati tutti». —
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